De Marchi, regista giramondo «Io, Atleta di Cristo: amo Gesù»

11 Marzo 2020

GIULIANOVA. Dio è la sua stella polare. «Il mio idolo è Gesù». Hugo De Marchi, 32 anni, centrocampista italo-brasiliano del Giulianova, fa parte degli “Atleti di Cristo”, un’associazione di...

GIULIANOVA. Dio è la sua stella polare. «Il mio idolo è Gesù». Hugo De Marchi, 32 anni, centrocampista italo-brasiliano del Giulianova, fa parte degli “Atleti di Cristo”, un’associazione di ispirazione cristiano-evangelica. La fede lo ha aiutato da sempre, da quando viveva nelle favelas a Cambè, nello stato del Paranà, a sud del Brasile. «Quando vivi nella povertà, la fede è la base di tutto, la benzina che ti permette di andare avanti», racconta De Marchi. «Dio può cambiarti la vita e a me l’ha cambiata perché mi ha dato l’opportunità di giocare a calcio». E Hugo De Marchi - ha il cognome italiano perché lo zio era originario di Treviso ed è emigrato in Brasile per lavorare nelle piantagioni di caffè - ha girato il mondo con un pallone tra i piedi. I primi calci li dà nel futsal, poi passa al calcio a 11. È un centrocampista a tutto tondo. Può fare il regista, la mezzala o il trequartista. Cresce nel settore giovanile dell’America Mineiro, poi le esperienze nelle serie minori del campionato brasiliano e il sogno serie A alle porte. Nel 2013 De Marchi finisce nel mirino del Chievo Verona. «C’è stata una trattativa», racconta il centrocampista italo-brasiliano, «il Chievo voleva prendermi e poi girarmi in prestito al Pisa o al Padova. Poi non se ne fece più nulla perché il mio procuratore chiese troppi soldi. Per me fu una bella botta. Ero frustrato e demoralizzato. Pensavo che fosse tutto finito. Grazie a Dio sono riuscito ad alzarmi e a ritrovare la forza per andare avanti. Dio mi ha aperto altre porte e mi ha fatto vivere altre esperienze che non pensavo potessi vivere». Così Hugo riprende la valigia e va in Spagna, poi torna in Brasile e nel 2016 sbarca in Italia, in serie D, con la Civitanovese. Poi un altro giro in Spagna con l’Eldense, il ritorno in Italia con l’Aprilia e l’esperienza in serie A albanese con il KF Teuta. Il resto è storia recente. L’estate scorsa firma con il Sambuceto, in Eccellenza. «Lì ho conosciuto un grande allenatore, Francesco Del Zotti, un tecnico giovane ma molto preparato. Poi quando è stato esonerato, il nuovo allenatore (Montani) ha fatto altre scelte e io sono andato via». A dicembre è stato tesserato dal Giulianova dove finora ha collezionato 5 presenze, giocando da titolare l’ultima partita con il Chieti. «Dovevo venire a Giulianova già l’anno scorso, poi non se ne fece nulla per problemi burocratici. Questa è una grande piazza, con una tifoserie eccezionale». In Abruzzo ha conosciuto Nicola Legrottaglie, allenatore del Pescara, anche lui Atleta di Cristo. «È una persona eccezionale, un esempio per tutti. Ci vediamo nei vari incontri che facciamo dove parliamo della vita e leggiamo la Bibbia. Il mio versetto preferito? Il Salmo 23: “Il Signore è il mio pastore e nulla mi mancherà». La lettura è la sua passione. «Augusto Cury è il mio scrittore preferito. Lui dice che il successo della vita è acquistare quello che i soldi non possono acquistare. E io vivo felice con Dio». (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.