De profundis per la Virtus Lanciano

5 Agosto 2016

Il calcio rossonero non esiste più dopo 70 anni: falliti anche gli ultimi tentativi del sindaco di ripartire dall’Eccellenza

LANCIANO. Il filo si è spezzato.

La città di Lanciano, dopo avere accarezzato addirittura, appena due anni fa, il sogno della Serie A, resterà senza i colori rossoneri.

Si è arrivati a un punto di non ritorno dopo un tira e molla estenuante, iniziato dalla mancata iscrizione della Virtus in Lega Pro il 30 giugno scorso, esclusione ufficializzata poi il 15 luglio.

Emozioni che andavano dalle stelle alle stalle, ogni volta che si trovava un imprenditore. Che puntualmente – l’imprenditore – si dileguava al momento dell’incontro decisivo e conclusivo con il sindaco Mario Pupillo.

E ieri sera si è concretizzato il peggiore epilogo immaginato dai tifosi: la mancata iscrizione a un qualsiasi campionato, anche dilettantistico, della squadra rossonera.

Erano 70 anni che non accadeva, dal campionato post bellico 1945/1946.

Ma come si è arrivati a tanto?

Anche ieri gli imprenditori, compresi quelli campani, si sono fatti da parte. L’ultimo responso, a cui erano aggrappate le speranze cittadine, era quello di Fabrizio Petronti, imprenditore della Val di Sangro del settore trasporti, che però è stato negativo: ha deciso di non investire nella Pro Lanciano.

Eppure fino a ieri mattina le cose sembravano volgere per il meglio. Tanto che a pranzo si poteva brindare all’Eccellenza. Questa mattina, poi, sarebbero andati a Roma Petronti e l’assessore comunale allo Sport, Davide Caporale, depositare alla Lega dilettanti tutti i documenti per l’iscrizione. Anche i tifosi erano rincuorati, e pronti a girare i circa 14.000 euro raccolti alla nuova società. Ieri pomeriggio, invece, il triste epilogo. Una nuova riunione (chissà perché ogni volta che si arrivava alla fine, a un passo da una firma, serviva una nuova riunione, che puntualmente rovinava tutti i piani) fissata dopo le 18 nella stanza del sindaco, ha cancellato tutti i sogni.

Si è provato a convincere Petronti – che forse non se l’è sentita di esporsi in prima persona – con il procuratore Donato Di Campli, pronto a cedere la società, ma niente. Poco più in là era in corso l’assise civica con il consigliere Valentina Maio, che ogni tanto faceva capolino nel corridoio. Passato e futuro del calcio rossonero? Solo passato. Alle 20, nonostante un altro timido tentativo di un imprenditore romano, la comunicazione ufficiale: «È tutto finito».

Triplice fischio finale: Pro Lanciano sconfitta e colori rossoneri che per un anno saranno messi da parte, anche perché in Prima categoria le iscrizioni sono chiuse, con le 80 squadre già divise nei 5 gironi, e non ci sono ripescaggi. Ora il calcio cittadino è rappresentato dalla Spal, in Seconda categoria, ma i colori sono biancazzurri. Si ammaina la bandiera rossonera dopo 70 anni.

Teresa Di Rocco

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