De Sanctis: Zucchini uomo straordinario

9 Giugno 2014

Il portiere della Roma commosso, Massara e Gasperini: «Vincenzo amico vero»

PESCARA. Tanti anni di storia sono tornati d'attualità in memoria di colui che è stato il capitano di quella storia calcistica. Il ricordo di Vincenzo Zucchini poggia unanimemente sulle doti umane e professionali che lo hanno contraddistinto, e che hanno lasciato un segno nella città per la quale ha scelto la maglia e la vita. Tra i più commossi il portiere della Roma Morgan De Sanctis, guardiese doc, che lo ha conosciuto giovanissimo. «È stato il mio primo allenatore dei portieri a livello professionistico», nel 94-95 con Rumignani in panchina, «tra l'altro il mio anno migliore nel Pescara, e si è creato così un legame affettivo nel quale, da ragazzino, ho imparato ad apprezzare la sua discrezione come uomo e la sua competenza tecnica».

Anche il tecnico del Genoa Giampiero Gasperini, ex calciatore biancazzurro, non è voluto mancare all'appuntamento con il ricordo e con la storia. «Un bel modo di ritrovarci, di ricordare tante situazioni vissute che, anche se a distanza, hanno prodotto legami forti. Nei miei cinque anni a Pescara (dall'85 al 90) Vincenzo non era nella squadra, ma sentiva comunque la squadra biancazzurra molto vicina a se, e lo ricordo come un amico molto positivo, sempre pronto ad incoraggiarti. Il Pescara di oggi e il ritorno di Zeman? Non saprei cosa dire; sicuramente qui ha fatto bene ed è normale che la piazza lo rivoglia».

«Un uomo con un rapporto leale e corretto con tutti, sempre pronto ad aiutare», è il ricordo di Ricky Massara, venuto a Pescara nel '91, e che lo ha avuto prima come tecnico per poi diventarne amico sincero. «Aveva sempre una parola amica, e penso che tutta questa manifestazione sia meritata per il ricordo di una persona che ha significato molto per la Pescara calcistica».

L’ex campione del mondo nel 2006 Massimo Oddo non ha mai lavorato con Zucchini, ma lo ha conosciuto come amico del papà Franco. «Sono molto amico del figlio; Vincenzo ha lavorato molto con papà e nutrivamo per lui una grande stima maturata negli anni».

Paolo Toro

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