Del Grosso: il primato è una base di partenza

7 Ottobre 2018

«Se guardiamo la classifica con gli occhi di chi ha fame, è un incentivo a fare ancora meglio»

PESCARA. Dopo Livorno, Foggia e Crotone anche la corazzata Benevento soccombe alla dura legge dell’Adriatico. Questa volta, però, rispetto al recente passato, la vittoria dei biancoazzurri è apparsa più netta di quello che il risultato non dica. Una prova di forza quasi a voler suggellare che il primato solitario in classifica non è il frutto di una casualità. Di questo è convinto anche Cristiano Del Grosso, valore aggiunto di questo Pescara capolista. L’esperto terzino anche contro il Benevento è stato uno dei migliori in campo: «Sì, è così», risponde deciso annuendo alla domanda, «oggi (ieri ndc) il Pescara ha vinto veramente da grande squadra. E’ stata decisa, efficace, attenta. Non ha mai mollato di un centimetro, mostrando un gioco a momenti entusiasmante. Dovevamo rimarginare la ferita di Padova. Credo che ci siamo riusciti alla grande. Io sinceramente non avevo dubbi. Sul piano mentale siamo entrati in campo con l’assoluta voglia e determinazione di vincere. Dunque, risposta più che positiva». Se sul piano difensivo non c’erano dubbi sulla forza di Del Grosso, quello che sorprende è l’incessante spinta che il 35enne biancazzurro riesce a dare in fase offensiva.
«Io quando posso vado volentieri a dare una mano in attacco, però sono cresciuto con l’idea che un terzino, in una linea a quattro, deve per prima cosa saper difendere; poi, se ha la qualità, può anche attaccare. Io cerco di portare avanti fino in fondo questo concetto. Se riesco spesso ad attaccare vuol dire che intorno a me ho una squadra che me lo permette».
Vedendo il Pescara così in alto, aumentano i rimpianti per quegli ultimi cinque minuti di Padova. Aumentano per molti, ma non per tutti... « Il passato è passato, io guardo solo il futuro. Padova era già dimenticata dieci minuti dopo il rientro negli spogliatoi».
Il futuro dice che dopo la sosta il Pescara riparte da capolista: «Bisogna stare attenti», continua Del Grosso cercando di buttare acqua sui facili entusiasmi. «Se la classifica la guardi con gli occhi di chi ha ancora fame è un incentivo a lottare e fare sempre meglio. Se, invece, la guardi come un traguardo raggiunto in cui specchiarti, ti aspetta un futuro disastroso. Ma questa è una squadra con i piedi per terra, per cui sono abbastanza tranquillo. Se sono sorpreso di questo Pescara? Chiaro che non posso dire che mi aspettassi una classifica del genere ad inizio stagione, però ho visto subito dal primo giorno di ritiro la qualità tecnica e sopratutto umana di questo gruppo, per cui ho sempre creduto nella possibilità di fare molto bene».
Una delle immagini più belle di questa giornata è il prolungato palleggio al termine della partita tra Cristiano e il piccolo Vasco: «Mio figlio mi chiede sempre di venire in campo e quando posso», conclude Del Grosso, «sono felice di accontentarlo». Il tocco c’è, la grinta pure, se buon sangue non mente...
Tommaso Palmerio
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