Del Zotti: io, allenatore a 26 anni

18 Maggio 2019

Il tecnico del Sambuceto è il più giovane dell’Eccellenza: la tattica la mia passione

PESCARA. In Abruzzo è arrivato come studente universitario e centrocampista del River Chieti. Poi, ha cambiato veste: ha appeso le scarpe al chiodo, si è laureato in scienze motorie all’università d’Annunzio e ha deciso di fare l’allenatore. Oggi il brindisino Francesco Del Zotti, 26 anni, è il tecnico più giovane dell’Eccellenza. Siede sulla panchina del Sambuceto, squadra con la quale ha raggiunto la finale play off regionale persa con la Torrese. «Ho iniziato come centrocampista prima a Brindisi e poi alla Virtus Francavilla, prima di andare al River Chieti», racconta Del Zotti. «A un certo punto, però, mi sono accorto che non mi divertivo più, così ho cambiato vita e mi sono messo a studiare per fare l’allenatore». Del Zotti parte dal Chieti, dove è preparatore atletico nello staff di Aielli. «Non era un ruolo appagante, volevo allenare una prima squadra», spiega il giovane brindisino, «così ho preso il patentino per diventare allenatore». Arriva la chiamata del Sambuceto. «Ho iniziato l’avventura in viola grazie all’amicizia con il ds Zirpolo, che conoscevo dai tempi dell’università. Ho iniziato ad allenare giovanissimo, cosa che non avrei mai immaginato di fare. Ma ho trovato un gruppo di ragazzi che non mi ha mai fatto pesare l’età, anzi i giocatori più grandi, come Lalli, mi hanno sempre aiutato». Del Zotti è un allenatore moderno che studia e si aggiorna. «Ho concetti innovativi che cerco di applicare», dice. «Non ho moduli, ma idee. Dal 19 luglio abbiamo sempre lavorato con la palla in ogni allenamento. Lavoro molto sulla tecnica individuale perché ogni giocatore deve sapersi muovere in campo. I miei modelli? Mi piacciono Klopp e Guardiola. Tra i dilettanti, invece, stimo molto Lucarelli del Chieti. Cerco di prendere qualcosa da ogni allenatore, poi mi piace metterci molto del mio. Vedo 3-4 partite a settimana», spiega Del Zotti, «mi piace studiare la tattica e i movimenti dei giocatori. Studio le gare riprese da porta a porta. Quest’anno ho analizzato Liverpool, City e Betis». Non solo video sulle partite. «Leggo molti libri: l’ultimo che ho letto è l’autobiografia di Cruiyff. Il calcio è la mia passione: sono fortunato a fare questo lavoro». (g.g.)
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