Delfino a picco, nemmeno in A un ruolino così
Nella storia recente biancazzurri mai in difficoltà come quest’anno nelle prime sei giornate di campionato
PESCARA . Peggio di così neanche in serie A, dove il Pescara non ha mai brillato particolarmente… Un punto in sei partite, 3 gol fatti e 14 subiti, zero successi all’attivo e ultimo posto in classifica. Numeri imbarazzanti per una squadra rivoluzionata in estate che aveva solo l’obiettivo di ridare un po’ di entusiasmo a una piazza delusa dal cammino della passata stagione, cercando di esprimere un calcio offensivo e piacevole. Con il ritorno di Massimo Oddo la società voleva riavvicinare (virtualmente) i tifosi e farli innamorare di nuovo del Delfino.
Purtroppo, finora tutti i propositi sono stati disattesi, anche se le attenuanti non mancano. Ecco perché la società ha deciso di dare un’altra opportunità all’allenatore che si giocherà il futuro nel match di domenica all’Adriatico contro il Cittadella. I biancazzurri hanno iniziato in ritardo la preparazione, la condizione fisica di molti calciatori è apparsa deficitaria e i numerosi infortuni hanno condizionato il ruolino di marcia di un organico che comunque presenta evidenti lacune. In ogni caso, tali vicissitudini non bastano per giustificare del tutto un avvio così deludente.
Nella storia recente il Delfino non è mai stato in difficoltà come quest’anno, basta dare uno sguardo agli almanacchi per rendersene conto. Nemmeno nei campionati di massima serie, dove il Pescara ha quasi sempre dato il peggio di sé (una sola salvezza nel 1988 in sette partecipazioni), il rendimento era stato così deficitario. Considerando 3 punti a vittoria (allora se ne assegnavano 2) nelle prime sei partite della stagione 1977-78, la prima dei biancazzurri in A, l’undici guidato da Giancarlo Cadè ne conquistò 6. Nel 1979-80, con Antonio Angelillo in panchina (dalla 6ª giornata sostituito da Gustavo Giagnoni) 2 punti. Nel 1987-88 ben 10, l’anno dopo 2. Infine, 4 punti nel 1992-93, sempre con Galeone, fino ad arrivare alle due apparizioni del 2012-13 con Giovanni Stroppa (7 punti in 6 gare) e con Oddo del 2016-17 (6 punti, compreso il successo a tavolino contro il Sassuolo). Dopo il ko di due giorni fa a Lecce, il rendimento del Pescara è diventato il peggiore il assoluto anche in B nelle partecipazioni degli ultimi 46 anni.
Dal 1974 a oggi il Pescara ha disputato 34 campionati cadetti e l’inizio disastroso ha superato pure quello del 2000-2001, con Delio Rossi in panchina (poi Galeone, Burgnich e di nuovo Rossi) nel quale la squadra aveva totalizzato 2 punti in 6 gare chiudendo il torneo all’ultimo posto.
Un precedente per nulla incoraggiante, visto che ora il Delfino è riuscito a fare peggio. Urge un cambio di rotta, altrimenti sarà dura evitare il ritorno in terza serie, dove i biancazzurri mancano dal 2009-10, stagione in cui Eusebio Di Francesco li riportò in B. L’anno scorso il Pescara aveva iniziato discretamente, per poi farsi risucchiare nelle sabbie mobili della classifica e rischiando la retrocessione.
Adesso la situazione è diversa, le criticità sono emerse immediatamente, a breve alcuni giocatori fondamentali saranno al top della forma e tra due mesi ci sarà la finestra invernale del mercato per correggere gli errori commessi in estate. Ovviamente, sarà tassativo non staccarsi troppo dalla zona salvezza, altrimenti tutti gli sforzi potrebbero rivelarsi vani.
Giovanni Tontodonati
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