Delli Carri a Torino, sarà derby in famiglia

2 Settembre 2017

La mamma tifosa granata, il papà Daniele ex Toro e lui, Filippo, nella Primavera della Juve

PESCARA. Esami in vista per Filippo Delli Carri. Ieri il promettente difensore ceduto dal Pescara alla Juventus è arrivato a Torino in aereo da Roma. Dopo le visite mediche, il 18enne cresciuto nel vivaio del Delfino ha svolto il primo allenamento con la Primavera bianconera. Filippo proverà ad affermarsi nella città della Mole come fece suo padre, Daniele, che all’età 19 anni si trasferì da Foggia a Torino, sponda granata. L’ex direttore sportivo biancazzurro giocava nel Bisceglie in serie C2 e nel 1990 il Toro lo acquistò. Ora, a distanza di 27 anni, la storia si ripete sulle sponde opposte della medesima città, Torino. Un luogo dove peraltro è nata la madre di Filippo, Daniela, tifosa granata che però è contentissima per la grande chance. «Gli auguro di sfruttare questa occasione», afferma la signora Daniela, «diventare un calciatore è sempre stato il suo sogno. L’ho visto un po’ dispiaciuto perché ha lasciato Pescara che è la sua prima casa, la fidanzata e gli amici, ma allo stesso tempo è felicissimo per questa opportunità. D’altronde, lui è sempre stato tifoso della Juventus, mentre la mia squadra del cuore è il Toro. Vorrà dire che per mio figlio farò un’eccezione. Comunque, a Torino ci sono i nostri parenti e non si sentirà solo». Filippo non ama il freddo, preferisce il sole e il mare di Pescara alle bellezze di una città piena di storia come Torino. Ma dovrà ambientarsi presto anche perché il talento pescarese è atteso non soltanto dagli esami sui campi di calcio. Tre mesi fa ha concluso il quarto anno al liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Pescara e il prossimo giugno dovrà completare l’opera a Torino prendendo il diploma di maturità. Quando ci sarà la possibilità farà un salto in Abruzzo per riabbracciare i genitori, la sorella Carlotta, gli amici e, soprattutto, la fidanzata Maria Laura.
Entusiasta per l’esito della trattativa Daniele Delli Carri. «Sono felice per lui perché è arrivato in una delle prime cinque società calcistiche del mondo. Consigli? Gli ho detto semplicemente che il destino è nelle sue mani. Sa che per diventare un calciatore importante deve lavorare molto, a quei livelli nessuno ti regala nulla. Lavoro, dedizione e serietà in un club come la Juventus sono sempre al primo posto insieme alla mentalità vincente da assimilare possibilmente in tempi brevi». Filippo spera di seguire le orme del padre che quando arrivò in Piemonte vinse subito lo scudetto Primavera con il Torino. «Mi trovai subito benissimo, anche perché in convitto ero uno dei più grandi. C’era anche il pescarese Falcone che militava nei Giovanissimi. Con me in squadra c’erano Atzori, Vieri, Cois, oltre a Farris e Mezzanotti che poi hanno giocato col Pescara. E Califano in seguito bomber del Giulianova». Filippo dovrà continuare a impegnarsi con la serietà che ha contraddistinto i suoi anni nelle giovanili del Pescara. «Da questo punto di vista non sono affatto preoccupato. I suoi ex allenatori e dirigenti del Pescara mi dicono sempre che ha un comportamento impeccabile. Chiaramente, ora il futuro è nelle su mani». Difensore centrale come papà Daniele, Filippo si ispira a Jerome Boateng del Bayern Monaco, anche se molti lo paragonano a Diego Godin dell'Atletico Madrid. Ma a Torino cercherà di carpire i segreti del mestiere da altri due giganti della difesa, Andrea Barzagli e Giorgio Chiellini.(g.t.)
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