Delli Carri: «Ferrari e Luci buoni per il Delfino»

Il nuovo ds del Catania: sono stato in Colombia e ho trovato il nuovo Quintero, si chiama Castillo
PESCARA. È diventato da pochi giorni papà del piccolo Gioele, ha firmato un biennale con il Catania da meno di una settimana e ha una lista piena di talenti colombiani da portare in Italia. Il 2015 per l’ex ds del Pescara Daniele Delli Carri si è aperto nel migliore dei modi. Da poco è rientrato da un lungo viaggio in Colombia dove ha scovato il “nuovo Quintero” e in Sicilia vuole portare qualche stella sudamericana.
Delli Carri, è rientrato da poco da un tour colombiano. Ci racconti la sua esperienza.
«Si, sono stato al torneo di "Las Americas", vi partecipano 75 squadre. Si gioca dalle 8 alle 13 e il torneo dura 12 giorni. La manifestazione si svolge a Calì, a 40 minuti di volo da Bogota'».
In Colombia ha trovato nuovi talenti?
«Segnatevi questo nome: Byron Castillo, classe 1998. Lui, tra due anni, verrà valutato almeno 50 milioni di euro. Un fenomeno vero. E' un mix tra Robinho e Neymar. E' ecuadoregno e gioca nel North America. L'altro è un terzino, si chiama Tello e gioca nell'Envigado, l'ex squadra di Quintero».
Ci racconti il calcio colombiano.
«Il calcio in Colombia si è evoluto parecchio e sono avanti rispetto all'Italia. Hanno strutture e, soprattutto, puntano tanto sui giovani. Il mercato colombiano, poi, rispetto a quello argentino e brasiliano, è molto più facile perché ci sono meno intermediari e persone che vogliono fare trattative».
La Colombia, però, non è una terra tranquillissima.
«Stare due settimane in Colombia non è stato affatto semplice. E' una nazione pericolosa. Io mi sono fatto organizzare l'itinerario da Alex, un procuratore del posto, che mi veniva a prelevare in hotel e mi accompagnava negli stadi dove si giocavano le gare del torneo. Calì, per esempio, è una città pericolosa. Nel tragitto in auto dall'albergo al campo la polizia ci fermava forse 2-3 volte al giorno. Perché? Quando vedono degli stranieri pensano sempre che ci sia qualcosa legato il narcotraffico e lì, da quando è morto Escobar, i cartelli della droga si fanno la guerra».
Juan Fernando Quintero, forse, è stato il colpo più importante della sua carriera?
«Si, Quintero è stato il colpo più importante della mia carriera, insieme alla cessione di Verratti al Psg. Loro due hanno fruttato ben 22 milioni di euro alle casse del Pescara. Con Quintero è stata fatta una grande operazione: pagato 1 milione e 700mila euro e rivenduto al Porto per più di 10 milioni».
Come è riuscito a scovarlo?
«Il giocatore mi fu segnalato da Riccardo Calleri (agente Fifa) che l'aveva visto giocare nell'Envigado. Guardai qualche filmato e decisi di proporlo al Pescara soffiandolo all'Inter che aveva messo da tempo gli occhi sul giocatore».
Ci sveli altre operazioni che non sono andate in porto?
«Brugman è stato vicinissimo al Villareal e secondo me se non si fosse infortunato adesso sarebbe già nella Liga. Anche per Brugman è stata fatta una buona operazione. Secondo me vale almeno 4 milioni di euro e il Pescara lo ha pagato appena 200mila euro».
Mercato alle porte, che consiglio vuole dare al Pescara?
«Al Pescara consiglio di sfoltire al rosa di almeno 4-5 elementi e di prendere un mediano, tipo Luci del Livorno, e un difensore centrale. A me, per esempio, piace Ferrarri, classe 1994, del Bologna». (l.d.m.)

