Delusione Iannone, è dodicesimo

16 Luglio 2018

Il vastese della Suzuki l’aveva detto alla vigilia: problemi con le gomme

Prove entusiasmanti, qualifica anonima, primo giro da dimenticare: un Gp tutto in salita quello di Germania per Andrea Iannone. Dagli exploit delle libere, alla delusione per il 12° posto, dopo una mini rimonta tutt’altro che inebriante, sui vari Miller, Redding e Rabat, per togliersi dal buio del 18° posto dov’era precipitato al primo giro, colpa di una partenza non felice e della bagarre costata l’uscita a Rins (attuale compagno-rivale) e Espargarò, la cui sella in Aprilia si appresta a rilevare. Sarà stata una messa a punto non ottimale, inspiegabile dopo ottime libere e buon warm up (sesto), forse non ha pagato la scelta delle gomme, storico punto debole in gara per la terza giapponese del circo MotoGp. Come del resto il buon Iannone aveva ricordato alla vigilia: «Siamo alle solite: appena le gomme calano di grip, la moto comincia a muoversi e non riesco a tenere il ritmo che potenzialmente potremmo tenere. Stiamo cercando di risolvere il problema», ha ricordato il vastese dopo le prove, «ma per ora senza successo».
Sarà stato per questo o più probabilmente di tutto un po’, ma l’ultima gara prima delle vacanze di metà stagione sembra un pessimo viatico per i Gp del prossimo autunno per il team Suzuki. Gli ingegneri giapponesi avranno da lavorare in queste settimane di pausa. Ammesso che ci sia voglia di farlo con un pilota che a fine novembre sarà in un altro box.
Tornando al Sachsenring, un Gp subito finito, per la partenza non brillante di Iannone, che si è così ritrovato coinvolto nei contatti in mezzo al gruppo, a chiudere il gas per stare in piedi e tornare sul traguardo 18° dopo il primo dei 30 giri. Da lì un piccolo calvario, seppur parzialmente produttivo:16° al settimo giro, 14° al decimo, quello della caduta di Crutchlow, 12° al ventunesimo. E gli ultimi nove a sperare di finire in fretta per scappare via, in vacanza. Una decina di giorni lontano da motori, odori di benzine e gomme consumate. Magari col pensiero già al mondiale 2019 come quello della rivincita. L’ennesima.