«Deluso da Rossi Balotelli? Non è campione»

Agnelli: «Abete e Prandelli si sono smarcati» Intanto Tavecchio scioglie la riserva e si candida
“Ave Cesare” recita il cartello di benvenuto a Prandelli nel lussuoso hotel di Istanbul dove è stato allestito il red carpet per il suo primo giorno di scuola. Ma più che Giulio Cesare il tecnico di Orzinuovi irrompe con la veemenza dell’imperatore ottomano Osman. Altro che profilo basso, e tono di voce da confessionale, “don Cesare” lascia spazio a un combattente che non esita a impugnare la spada, anzi la scimitarra e affondare i colpi.
Balotelli e Rossi deludenti. Il tecnico si riscopre mediano di fatica e affonda il tackle come un mastino del centrocampo. «Balotelli ha solo grandi colpi per il momento – ha detto Prandelli – ma deve ancora diventare un campione. Chi mi ha deluso di più dal punto di vista umano però è stato Giuseppe Rossi. Qualcuno dei miei giocatori è stato tradito dalla paura, ma non è vero che il gruppo era diviso. La presenza delle famiglie nel ritiro è stato un aspetto positivo della nostra spedizione, ma tra la gente che mi accusa c’è qualcuno sporco dentro. La sensazione è che in quattro anni ho ricevuto più di quello che ho meritato, e ora sto ricevendo più di quello che merito».
Le minacce. È un fiume in piena l’ex ct. Si è idealmente tolto giacca e cravatta con le quali scendeva in panchina e si tira su le maniche.
«Dopo la partita con l’Uruguayi – ha affermato – ho detto che un progetto tecnico è fallito e che chi ha ideato questo progetto deve accollarsi le conseguenze. Non ho abbandonato la nave, ed essere accostato a delle persone (chiaro il riferimento a Schettino, ndr) fa male perché penso ai familiari delle vittime di quella tragedia, il calcio non può entrare a gamba tesa sui familiari che ancora soffrono. Quando ricevi minacce non è bello, pensi ai tuoi familiari, a chi ti sta vicino. Arrivano sempre delle lettere...».
Agnelli alza il tiro. E tra i detrattori dell’ex ct e dell’ intera spedizione azzurra si schiera anche Andrea Agnelli. Il presidente della Juve si rivela colpevolista, anche se più tardi Prandelli dirà Agnelli gli ha riferito che era solo una battuta: «Il gesto di Abete e Prandelli di dimettersi è corretto – afferma il numero uno della società bianconera – ma li smarca da un momento di assoluto bisogno. Peraltro Prandelli si è già sposato con i turchi, ma farsi da parte in questo momento non era il gesto di cui aveva bisogno il calcio».
Agnelli si sbilancia anche sulle prossime elezioni federali e fa nomi e cognomi per la presidenza Figc. «Albertini? Questo non lo dico io, lo dite voi. Ma Albertini corrisponde senz’altro a questo identikit, così come può essere Cannavaro, Vialli, Costacurta, tutti giocatori del recente passato che hanno sufficienti esperienze dirigenziali e manageriali».
Tavecchio candidato. Ieri come ampiamente previsto Carlo Tavecchio ha ricevuto l’investitura dalla sua Lega dilettanti e diventa l’unico candidato ufficiale alla sostituzione di Abete. «I nostri club e le nostre nazionali – ha detto – dovranno tornare a occupare le posizioni di vertice del calcio mondiale e per farlo dovremo lavorare tutti insieme, senza divisioni».
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