Denz piazza la doppietta Armirail è in maglia rosa

Secondo successo del tedesco, un francese leader dopo 24 anni. Oggi esame per i big
Nico Denz firma il bis, Bruno Armirail si veste di rosa. Incredibile ma vero, al Giro succede di tutto: il gruppo decide di andare ad andatura quasi turistica da Sierre a Cassano Magnago e il francese della Groupama a fine tappa si ritrova sulle spalle il simbolo del primato. Inaspettato, impensabile e per questo ancor più bello per il transalpino. L’ultimo francese a riuscirci fu Jalabert nel ’99. «Avevo come unico obiettivo quello di andare in fuga», ha detto la maglia rosa, «e di provare a vincere la tappa. Poi ho capito che potevo prendere la maglia e ci ho creduto. E questo per me è davvero un sogno». Altra giornata caratterizzata dalla pioggia e dalla fuga di giornata. Vanno via in 29 e tra questi Fernado Gaviria e Andrea Pasqualon, due velocisti che spengono i sogni di gloria degli altri attaccanti. Occorre allora inventare qualcosa e il primo ad accendere la corsa tra i 29 in fuga è Alberto Bettiol. Mentre il gruppo si disinteressa completamente della corsa con Thomas e la Ineos che hanno dato il placet per cedere la maglia rosa, davanti lo spettacolo è assicurato. Ripreso Bettiol, parte una nuova azione proposta da Rex e Oldani. Sui due arrivano prima Ballerini e poi Skujinš e il quartetto va via di comune accordo. Dietro sonnecchiano un po’ prima di provare ad organizzare l’inseguimento, ma i quattro davanti sono lontani. Il gruppo principale? Sempre più staccato e ad andatura quasi turistica. Il vantaggio dei primi tocca i 15’ e Armiral inizia a fare il suo primo pensiero colorato di rosa. Nel finale qualche strappo rimescola le cose in testa. Alberto Bettiol in compagnia di Nico Denz e Derek Gee seleziona ulteriormente il gruppetto degli inseguitori e mette nel mirino i primi. Rex sui saliscendi finali non regge il ritmo di Skujins, Ballerini e Oldani e viene riassorbito, mentre all’ultimo chilometro prova ad allungare Oldani. I tre davanti non hanno più energie, Nico Denz va a chiudere e sembra lanciare la volata ad Alberto Bettiol. Il tedesco, però, è il più forte di tutti, mette nel mirino l’azzurro, lo salta e resiste al ritorno di Gee. Bravo Nico, non è da tutti vincere due tappe in tre giorni al Giro, mentre il buon Derek Gee deve accontentarsi per la terza volta della piazza d’onore. Era successo a Fossombrone, dietro a Ben Healy, e a Viareggio, dietro a Cort Nielsen. «Peccato, avevo le stesse gambe di chi ha vinto», ha detto Alberto Bettiol terzo al traguardo, « e quando si sta così bene bisogna trovare la vittoria e quindi ho sbagliato. Resta il rammarico, ma sono contento della buona condizione che ho. Una cosa, però, voglio dirla: ho vissuto la giornata più fredda dalla mia vita e a chi scrive tanto di noi auguro di provare quello che abbiamo passato noi in cima al Sempione». Bettiol punta l’indice contro chi ha criticato i corridori dopo le recenti polemiche per l’accorciamento della tappa di Crans Montana dovuto alle condizioni meteo estreme. Una decisione che aveva suscitato polemiche. E opinioni contrastanti. Oggi si riparte da Seregno con Armiral in rosa e con quattro gran premi della montagna da affrontare per arrivare a Bergamo. Sulla carta è una tappa perfetta per Primoz Roglic a patto che i big decidano di fare la corsa e non si addormentino anche oggi. E se dovesse arrivare la solita fuga di giornata? Ben Healy è pronto a fare come Nico Denz e a bissare il suo successo di Fossombrone. La corsa rosa, che dopo le splendide giornate abruzzesi con lo scenario dei Trabocchi ha vissuto giorni difficili, chiama i grandi campioni per regalare un’ultima settimana di emozioni. Covid, ritiri eccellenti, e tappe corse ad andatura quasi turistica: adesso il Giro d’Italia vuole e deve mostrare a tutti che è la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo.
Enrico Giancarli
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