Deschamps difende Pogba l’incompreso: «Lasciatelo in pace»

Il ct furioso: «Qui si sta sempre a parlare solo di lui» Ma tutti si aspettano il salto di qualità nella sfida di oggi
INVIATO A MARSIGLIA. Grande giocatore o campione? Il confine è sottile finché hai 23 anni. Ma Paul Pogba adesso si trova davanti al primo bivio della carriera: se trascina i Bleus in finale e magari vince il titolo, gli si spalancano le porte per l’olimpo dei campioni. In caso contrario, dovrà ancora andare avanti in cerca di consacrazione.
Il concetto può apparire un po’ materiale, ma non si scappa: un campione deve vincere. E per ora Pogba ha vinto solo nella serie A italiana, restando a secco nelle coppe europee dove da anni banchettano Messi e Cristiano Ronaldo, giusto per fare due nomi a caso. Chiaro che molto incide la squadra in cui giochi, ma non fate questo discorso a Marotta e Agnelli perché potrebbero arrabbiarsi.
In realtà questo pensiero ce l’hanno sia Pogba (per legittima ambizione sportiva) che il suo procuratore Raiola (per puro interesse economico), tant’è che nessuno dei due scuote mai la testa quando spunta fuori un’offerta faraonica. L’ultima in ordine di tempo è arrivata dal Manchester United, dove un certo Mourinho ha inserito proprio Pogba come prima scelta per rinforzare il centrocampo. C’è di più: secondo il giornale Guardian, l’amministratore delegato dei Red Devils Ed Woodward ha incontrato Mino Raiola a Monaco per parlare dell’ingaggio di Mkhitaryan e fare il punto della situazione su Pogba.
D’altronde Mourinho aveva parlato esplicitamente di quattro pezzi da 90, tre sono arrivati (Mkhitaryan, Ibrahimovic, e Bailly), l’ultimo ha i lineamenti di Pogba per i quali il Manchester United potrebbe stanziare anche una cifra superiore ai 100 milioni.
Potrà eventualmente resistere la Juventus a un’offerta del genere? C’è il partito di chi sostiene che Pogba non va ceduto a prescindere perché una Juve che vuole salire sul tetto d’Europa non può vendere il suo pezzo più pregiato. Ma c’è anche chi sostiene che con 100 milioni si possono comprare 3-4 top player internazionali e rendere ancora più forte la squadra di Allegri. Un’operazione alla Zidane, per intenderci.
Intanto stasera dovrà parlare il campo. E, come detto prima, per Pogba sarà un esame di maturità. Partita non semplice per lui, abituato a sovrastare atleticamente gli avversari: i tedeschi sono tutti degli armadi, la differenza può farla solo tirando fuori la classe. Che non gli manca di certo. Kroos e Can sono già li che lo aspettano, mentre Gotze, Ozil e Draxler lo costringeranno a fare gli straordinari anche in fase difensiva.
Intanto ha ritrovato la maglia da titolare (contro l’Albania era rimasto in panchina tra mille polemiche) anche se ieri Deschamps si è arrabbiato quando un giornalista gli ha chiesto se pensava di aver ritrovato Pogba: «Perché ritrovato? Io non l’ho mai perso. È una domanda non logica. È stato un inizio un po’ difficile, ma Paul ha risposto bene. Il ragazzo ha bisogno di tranquillità, ma è molto difficile perché qui si sta sempre a parlare di lui, ogni giorno...» . Ma questo rientra nelle regole. E la gestione della propria figura, è un altro passaggio fondamentale nella crescita di Pogba.
Insomma, stasera ci sarà mezza Europa con gli occhi puntati su Paul. Per assurdo, proprio una partita in ombra e una Francia eliminata renderebbero più forte il matrimonio tra Pogba e Juventus. Se invece il polpo Paul dovesse tirar fuori i tentacoli, prima per scaraventare fuori la Germania e poi per alzare la Coppa, allora ecco che potrebbe davvero arrivare la proposta indecente, quella “over 100” che metterebbe in crisi i dirigenti bianconeri.
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