Dessena firma il pari per sperare ancora Paura per Grassadonia

A Brescia l’ex nella ripresa replica al vantaggio di Jagiello Nel finale il tecnico sviene in panchina, poi si riprende
Giocare, lottare e destreggiarsi sull’orlo del baratro è un esercizio difficile. Quasi impossibile. Comunque per pochi. Perché basta un passo falso per cadere in serie C. Il Pescara continua a restare attaccato al filo di speranza grazie al terzo risultato utile consecutivo. Come all’andata: cinque punti contro Pisa, Monza e Brescia.
Un pareggio a Brescia è da accogliere con il sorriso, ma alla sconfitta di venerdì sera della Reggiana fa seguito il successo dell’Ascoli e così il distacco dal quart’ultimo posto - quello che permette di giocarsi la salvezza nei play out, evitando la retrocessione diretta - resta di quattro punti. In attesa che oggi (ore 19) giochi il Cosenza, per l’appunto quart’ultimo, a Venezia. Quindi il distacco potrebbe, potenzialmente, aumentare quando mancano cinque partite. Le gare diminuiscono e il distacco dalla zona play out resta consistente. A confortare le speranze del popolo biancazzurro c’è la consapevolezza che il Pescara è vivo. La sensazione che quel gruppo di vecchi e nuovi messo insieme a fine gennaio stia finalmente diventando una squadra cresce di partita in partita. Fermo restando i limiti di un organico costruito male e rifinito peggio. Ma il Pescara comincia ad avere una fisionomia ed è questo che più conforta in vista del finale di stagione.
Il pareggio alla fine serve a poco al Pescara, ma, soprattutto, al Brescia che sta cercando di agganciare la zona play off. La vigilia è di quelle da far tremare i polsi: il caso di positività al Covid 19 toglie dalla disponibilità Machìn, uno dei giocatori più in forma. E Ceter non finisce nemmeno il primo tempo per un acciacco fisico. Il 4-3-3 di Grassadonia viene messo a dura prova dalla partenza sparata del Brescia. Che pressa e gioca con intensità. I biancazzurri faticano a oltrepassare la metà campo. Al 15’ Fiorillo respinge la conclusione di Donnarumma. Al 17’ il vantaggio lo firma il polacco Jagiello con una conclusione dal limite. Per 25’ il Brescia è padrone del campo, poi, quando allenta la pressione, esce fuori il Pescara che al 33’ va vicino al pari. Sugli sviluppi di un angolo, testa di Scognamiglio e Joronen devia sul palo. È la palla gol più ghiotta dei biancazzurri che tengono testa alle Rondinelle senza, però, pungere in attacco. Nella ripresa la partita diventa equilibrata, ma il Pescara non dà mai la sensazione di poter segnare. Al 20’ ancora Fiorillo protagonista su tiro di Jagiello. Grassadonia si accorge che Capone non è in giornata e lo sostituisce con Riccardi. Al 23’ Ayè sbaglia il raddoppio da pochi metri. La legge del calcio è spietata: gol mangiato, gol subito. E così al 27’ Riccardi - buono il suo impatto sulla gara - ci prova dal limite, deviazione di un difensore, la palla si impenna e favorisce l’accorrente Dessena che batte al volo di destro siglando la rete del pareggio. La vendetta dell’ex si abbatte sul Brescia. Mastica amaro in tribuna il patron dei bresciani Cellino: vuoi perché a segnare è proprio il centrocampista che ha mandato via a gennaio vuoi perché dall’altra parte c’è Grassadonia con cui il rapporto ai tempi del Cagliari è finito nelle aule dei tribunali. Il Brescia spreca, il Pescara sfrutta anche le briciole. Premiate la generosità e la tenacia nel restare aggrappato alla partita. Grassadonia dopo il pareggio cambia, mette dentro Valdifiori e Guth e torna alla difesa a cinque. Un unico sussulto. Al 30’ la conclusione di Pajac dal limite manda la palla sulla traversa e poi tra le braccia del portiere Fiorillo, più che mai fortunato nell’occasione. Finale ad alta tensione per la posta in palio, tanto alta che Gianluca Grassadonia in panchina ha un calo di pressione e sviene. È il 41’, partita sospesa per cinque minuti e mezzo per consentire i soccorsi al tecnico salernitano. Chissà, magari nel rivedere le immagini del Rigamonti in televisione gli tornerà in mente l’episodio del novembre 1998 quando, a Udine, l’allora difensore del Cagliari fu vittima di un arresto cardio-respiratorio e fu salvato dalla respirazione bocca a bocca e dal massaggio cardiaco praticati dal compagno di squadra Alessio Scarpi e dal medico sociale. Tutto bene, Grassadonia esce dal campo sulle sue gambe. Il Pescara chiude la gara senza soffrire più di tanto e può continuare a sperare. Facendo il tifo oggi per il Venezia in modo tale da non far scappare il Cosenza, quart’ultimo a quattro lunghezze, per poi giocarsi le residue chance di agganciare la zona play out nel finale di campionato.
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