Calcio

Di Battista: «Buscè non è integralista, lavora bene con i giovani»

18 Giugno 2026

Il direttore sportivo Antonio Di Battista racconta il nuovo tecnico del Delfino: «A Rimini insieme abbiamo fatto grandi cose»

PESCARA. Antonio Buscè, a meno di clamorosi dietrofront, è pronto a diventare l’allenatore del Pescara. Nel suo curriculum da tecnico di prime squadre, c’è un’annata, quella 2024/2025 sulla panchina del Rimini, che può svelare caratteristiche e capacità del futuro allenatore biancazzurro. Il direttore sportivo di quel Rimini era il pescarese Antonio Di Battista, meglio conosciuto come Tonino, 23 anni trascorsi nel settore giovanile del Delfino prima di passare al Rimini: «Conservo ricordi bellissimi di quella stagione, coronata con la vittoria della Coppa Italia di serie C e il raggiungimento dei play off e del rapporto schietto e corretto con Buscè».

Cosa la convinse a scegliere Buscè?

«Veniva da due vittorie nei campionati giovanili ad Empoli dove aveva valorizzato ragazzi interessanti come Baldanzi e da un buon campionato in D con la Vibonese. Ho pensato che potesse coniugare le prestazioni alla formazione dei giovani che in quel Rimini erano diversi e di prospettiva».

In questi anni ci si concentra molto sui moduli. Buscè come fa giocare le proprie squadre?

«Quello che posso dire è che non adotta sempre lo stesso modulo. Di solito parte con un 4-3-3, ma si adatta alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione e dell'avversario. Così come ha fatto a Rimini o l’anno scorso a Cosenza».

Per un buon campionato di C quali sono gli ingredienti indispensabili?

«Bisogna capire che tipo di squadra allestirà il Pescara. Tutto è legato alla rosa che gli metteranno a disposizione. Un allenatore non può spostare gli equilibri da solo. Per vincere i campionati occorre del buon materiale umano. E credo che in serie C la differenza la facciano i giovani più dei giocatori esperti e di categoria. Essenziale sarà il gruppo ma anche un buon clima con la piazza».

Un rapporto non proprio idilliaco attualmente.

«Il pubblico di Pescara è notoriamente molto vicino alla squadra e l’anno scorso se n'è avuta l’ennesima dimostrazione con l'Adriatico pieno anche quando era in fondo alla classifica. Buscè ha vissuto una situazione simile la scorsa stagione a Cosenza gestendo una squadra retrocessa dalla serie B e con problemi societari, portandola al quarto posto».

Quali sono secondo lei gli errori che ha commesso il Pescara l’anno scorso?

«Nella seconda parte della stagione il Pescara a livello tecnico poteva giocarsela con le prime sei o sette in graduatoria per l’ottimo calcio che esprimeva».

Però?

«Però c’erano troppi giocatori da riatletizzare. In alcuni frangenti sarebbe bastato uno spirito più operaio evitando i tanti errori individuali. Nelle ultime giornate sarebbe stato meglio accontentarsi di un punto anziché rischiare la sconfitta come ad Empoli o in casa con la Sampdoria».

Il suo futuro dove sarà?

«Si sta concludendo la trattativa con un'importante società di C del nord Italia. Per scaramanzia aspetto di firmare il contratto prima di parlarne».

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