18 giugno

Oggi, ma nel 1932, a Le Mans, in Francia, sul circuito cittadino de la Sarthe, partiva la decima edizione della 24 ore d’automobilismo che il giorno successivo, 19 giugno, sul tracciato da 13,492 chilometri di lunghezza, consacrerà Luigi Chinetti, in coppia col francese Raymond Sommer, su Alfa Romeo 8c 2300 (nella foto, particolare, il modellino pressofuso in scala 1/43) il primo pilota del Belpaese a salire sul gradino più alto del podio della gara di endurance ritenuta più blasonata al mondo. Due anni dopo, il 17 giugno 1934, Chinetti bisserà il successo aggiudicandosi, sempre con l'iconica vettura della casa di Arese, in duo col transalpino Philippe Etancelin – di Rouen, classe 1896, futuro driver di formula 1 dalla stagione agonistica 1950 – la competizione organizzata dall’Automobile club de l’Ouest e disputata per la prima volta il 26 e 27 maggio 1923.
Chinetti, di Jerago con Orago, in provincia di Varese, di 31 anni, era meccanico della casa milanese del Biscione dal 1917. Nell’edizione 1933, il 18 giugno, ancora con la stessa Alfa Romeo uscita dagli stabilimenti del Portello e progettata da Vittorio Jano, in duo col già menzionato Sommer, di Mouzon, classe 1906, sarà Tazio Nuvolari a fare sua la prova di resistenza. Chinetti, su Ferrari 166 MM, taglierà per primo il traguardo anche nel 1949 e sarà il primo corridore italico a incassare il titolo per tre volte. Anche se in realtà, dal 1946, sarà naturalizzato statunitense. Quella del 25-26 giugno 1949, con Chinetti coadiuvato dal co-pilota britannico Peter Mitchell-Thomson, sarà anche la prima volta sul podio della rossa di Maranello. E proprio Chinetti, importatore dei bolidi del “Drake” in nord America dal 1950, sarà, con la scuderia Nart, acronimo di North America racing team, l’uomo in grado di fare la fortuna del marchio del Cavallino rampante sulle piste degli States.

