Di Biagio: Mandragora qui, non per punizione
Il ritorno in campo per le due amichevoli contro Slovacchia (giovedì alle ore 18,30 a Dunajska Streda) e Albania (11 settembre a Cagliari) per l'Under 21 di Luigi Di Biagio coincide con il caso...
Il ritorno in campo per le due amichevoli contro Slovacchia (giovedì alle ore 18,30 a Dunajska Streda) e Albania (11 settembre a Cagliari) per l'Under 21 di Luigi Di Biagio coincide con il caso Mandragora e con lo sfogo del ct della nazionale maggiore, Roberto Mancini, sullo scarso utilizzo dei giovani italiani. Dopo la breve esperienza con la Nazionale A, Di Biagio torna a pensare all'Europeo del 2019 che vedrà gli Azzurrini contendersi in casa il titolo continentale e la qualificazione alle Olimpiadi in casa: «Mi aspetto di vedere la crescita dei ragazzi», precisa il ct azzurro, «dalla Nazionale A mi porto tanto, soprattutto una maggiore convinzione sul mio metodo di lavoro». Impossibile non tornare sulla mancata convocazione in Nazionale maggiore di Rolando Mandragora dopo le imprecazioni blasfeme di Udinese-Sampdoria: «Ma il fatto che lui sia qui con noi non è una punizione, altrimenti lo avremmo proprio lasciato a casa», precisa Di Biagio, che sull'argomento aggiunge: «Il ragazzo dovrà gestire in maniera diversa quello che è accaduto, perché è il capitano e non è il massimo d'esempio per quello che ha fatto. Io quando uno bestemmia in allenamento lo multo. Ma non ha fatto niente di male, perché le sue imprecazioni non erano rivolte a nessuno in particolare».

