Di Fabio: vai Amatori, progetto con vista A2

Il presidente: «L’accordo è un qualcosa di eccitante in prospettiva»
PESCARA. La macchina organizzativa è partita. Unibasket - la sigla che racchiude l’accordo tra Amatori, We’re e Pescara Basket - è un progetto innovativo con un obiettivo a medio termine che punta alla serie A2. Un traguardo che ha bisogno di basi solide, quelle apposte per l’appunto da Carlo Di Fabio, Carlo Valentinetti e Luca Di Censo a capo, rispettivamente, di Amatori, We’re e Pescara basket. Un’unica cabina di comando per tre realtà diverse dislocate su più territori. Una filiera che ha nel club biancorosso, militante in serie B, la punta di diamante. E che nella passata stagione ha fatto registrare poco più di mille spettatori di media a partita e costi per 400mila euro. Si tratta di un progetto che nasce da lontano, da almeno un anno. E che si è sviluppato non solo grazie a interessi reciproci, ma, soprattutto, a un legame di amicizia che coinvolge i presidenti.
Carlo Di Fabio, che cosa c’è dietro questo accordo?
«E’ un momento difficile per tutti. Lo è ancor più per chi cerca di fare sport a certi livelli. Semplicemente, l’unione fa la forza. E’ non è soltanto uno slogan. Si sono incontrate tre realtà che potrebbero allargarsi a un’altra squadra (Lanciano, ndr). All’inizio, quando abbiamo iniziato a parlarne, i programmi non erano particolarmente ambiziosi, come si stanno rivelando adesso. Stiamo notando un entusiasmo contagioso che sta mettendo le ali al progetto. C’è una prima squadra, l’Amatori, che vuole e deve migliorarsi; un campionato giovanile, DNG, che nessuna squadra ha fatto in Abruzzo; una C Gold che faremo con giocatori locali e di proprietà; e poi undici campionati giovanili, e altri tornei giovanili sociali. Quando abbiamo parlato di 600 tesserati ci siamo tenuti anche bassi».
Chi decide?
«La cabina di regia è composta da due componenti dell’Amatori, io e Luca D’Onofrio, altrettanti della We’re, Carlo Valentinetti e Valerio Di Battista. Più Luca Di Censo che si occuperà del settore giovanile. C’è una piacevole intesa su tutto, anche su argomenti spinosi. C’è soprattutto una carica che ci spinge a lavorare sodo».
In prospettiva dove guardate?
«Spero il più in alto possibile. Credo che, in serie B, siamo da primi quattro posti. Secondo me, almeno sulla carta, subito dopo il San Severo, ci siamo noi dell’Amatori. Il campionato non è particolarmente competitivo sul piano tecnico o quantomeno non è superiore a quello dell’anno scorso. E noi abbiamo una squadra più forte, grazie ai rinforzi che sono andati colmare le carenze emerse l’anno scorso. Non solo: il coach Rajola ha un anno in più di esperienza dopo il rodaggio della passata stagione. Secondo me, lui è un valore aggiunto, un predestinato. Dopo Pescara, a mio avviso, farà categoria superiore. E poi c’è il pubblico che ci è stato sempre molto vicino negli ultimi anni e che vedo ancor più gasato da questo accordo».
L’ultima volta in serie A di Pescara risale agli anni Ottanta.
«Erano i tempi della Facar, ero tutte le domeniche al palazzetto. I tempi sono cambiati, anche il contesto».
Che cosa ci sarà alle spalle dell’Amatori che sarà la vetrina di Unibasket?
«Ci aspetta uno sforzo organizzativo non da poco per gestire tutti questi campionati. La vera sfida che ci aspetta è proprio questa. L’accordo tra Amatori e Pescara Basket nei fatti da diverso tempo è già una sfida vinta, perché entrambe le realtà hanno ottenuto indubbi vantaggi. Ora allarghiamo il bacino di utenza e, soprattutto, la capacità di reclutamento».
I prossimi passi quali saranno?
«Abbiamo in mente di fare altre due manifestazioni, una sicuramente all’Aurum. E a tal proposito volevo ringraziare l’assessore Diodati che ci sta dando una grossa mano. Poi, ci sarà il raduno biancorosso il 21 agosto al campo Stella Maris. In questo momento la vicinanza del Comune è importante e anche a livello di marketing si sta muovendo qualcosa».
Un occhio al campionato di serie B.
«San Severo per budget dichiarato correrà da solo. L’anno scorso ha fallito il salto in A2, quest’anno ha compiuto scelte diverse con giocatori esperti. Loro giocano solo per vincere. Noi dobbiamo recitare un ruolo importante».
L’acquisto più importante? «Io dico che la conferma di Leonzio è stata fondamentale. Volendo poteva andare via, invece è rimasto e ha posto le basi per arrivi importanti che, secondo me, hanno fatto lievitare il tasso qualitativo della squadra».
A proposito, la squadra della passata stagione è sembrata un po’ fragile nei momenti clou.
«Diciamo che un paio di giocatori sono arrivati esausti al finale di stagione».
Lei sarà un po’ meno vulcanico dovendo condividere la gestione?
«Le persone non si cambiano, ma vi posso garantire che ci assembliamo bene tra di noi».
Anche Roseto ha fatto un accordo con la Stella Azzurra Roma.
«Roseto è la massima espressione del basket regionale. C’è un rapporto di buon vicinato e di stima per chi fa camminare una macchina difficile. E poi la tifoseria degli Sharks, si sa, è un valore aggiunto per la categoria».
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