Di Francesco a 41 anni vince la D’Annunziana

Tra le donne spicca la 48enne Moroni, Ferritti prima nella “mezza”
PESCARA. La 20ª edizione della Maratona D’Annunziana è stata vinta dal podista pescarese Nino Di Francesco, 42 anni da compiere, da 7 anni tesserato con la Runners Pescara. Ogni mattina percorre come allenamento proprio una parte del percorso seguito dalla maratona, lungo la riviera. Ha anche stabilito il suo primato personale, 2h 39’52”, dopo che l’anno scorso era giunto terzo con un tempo di 5 minuti superiore a quello attuale.
Dal punto di vista tecnico, però, il risultato migliore lo ha espresso la vincitrice femminile, la riminese Federica Moroni, 48 anni, che è giunta sesta nell’ordine d’arrivo generale in 2h 55’21”, atleta che vanta un personale di 2h 52’07”, stabilito nel 2019. Il livello tecnico femminile è stato accresciuto dalla maceratese Denise Tappatà, seconda con 2h 59’14”, altra atleta quotata presente a Pescara. Da evidenziare che sono stati numerosi, molti di più degli anni passati, i podisti provenienti da fuori regione attirati da una delle poche manifestazioni podistiche su distanze di fondo che si svolgono in Italia in questa difficile stagione. Il favorito della vigilia, l’italo-etiope Biniyam Senibeta Adugna, abruzzese d’adozione, si è ritirato al 32° chilometro per un problema muscolare. Stava dominando la gara, con oltre 5 minuti di vantaggio su Di Francesco e Antonello Petrei. Presenza importante anche nella gara di mezza maratona (Km 21,097), vinta dall’ex azzurro di maratona, il pugliese Domenico Ricatti in 1h 08’07”, che si è detto entusiasta di gareggiare a Pescara.
La gara femminile di “mezza” è stata vinta dalla molisana Iolanda Ferritti in 1h 23’37”, altra atleta di livello che ha dato lustro alla manifestazione. In tempi drammatici di restrizioni e divieti, gli organizzatori dell’ormai tradizionale evento podistico ottobrino che fanno capo alla società Vini Fantini Pescara e all’ente di promozione Uisp, sono riusciti a non interrompere la sequenza annuale della gara ideata da Renato D’Amario alla fine degli anni Novanta. Il paradosso è che, nonostante i vincoli da rispettare e i rischi non azzerabili di assembramento, l’appuntamento di quest’anno della D’Annunziana ha fatto registrare un afflusso massiccio, degno degli altri anni, con 850 iscritti per le gare di maratona (Km 42,195) e mezza maratona (Km 21,097).
Non si è disputata la tradizionale staffetta 4 x 10 Km. Fondamentale è stata la collaborazione del Comune, che si è reso disponibile a fornire tutto l’aiuto possibile in termini di sicurezza sul distanziamento e nella disciplina del traffico automobilistico. Il responsabile organizzativo, Alberico Di Cecco, ha commentato con soddisfazione: «È stato quasi un miracolo organizzare un evento del genere, con il rispetto di tutte le prescrizioni sanitarie. Abbiamo dovuto persino bloccare le iscrizioni, per non creare problemi di sicurezza sul fronte assembramento».
La partenza di entrambe le distanze di gara, maratona e mezza maratona, è stata divisa in scaglioni di 50 podisti ognuno, ordinatamente disposti sulla griglia di partenza per evitare contatti. Una modalità riconducibile alle grandi maratone internazionali con decine di migliaia di persone, dove le partenze vengono divise per motivi di spazio, dando ovviamente la precedenza ai top runner. Così è stato a Pescara, con il primo gruppo di maratoneti, i più accreditati, partiti alle 9. Gli altri partivano a distanza di meno di un minuto. Il tempo massimo di percorrenza era di 6 ore per la maratona e 3 ore per la “mezza”, che è iniziata a partire dalle 10. Per i medesimi motivi di sicurezza è stato modificato leggermente il percorso che, in direzione di Francavilla, è stato portato sul ponte dell’asse attrezzato. Al ritorno, invece, è stato mantenuto il passaggio sul ponte del Mare, in modo da evitare incroci tra i primi della classifica e i podisti in ritardo.
Roberto Ragonese
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