Di Francesco: io e Oddo, il bello dell’Abruzzo

28 Agosto 2016

Il grande ex: è la sfida del cuore, ma il pensiero va alla gente terremotata

PESCARA. La sfida del cuore arriva dopo la notte di Belgrado che ha consacrato il Sassuolo nell’Europa League e lo ha fatto diventare il primo allenatore abruzzese a conquistarsi un posto in una competizione continentale. Eusebio Di Francesco stasera ritrova il Pescara, la squadra della sua città nella quale non ha mai giocato, ma che ha allenato guidandola alla promozione in serie B del 2010. Anzi, proprio al presidente Daniele Sebastiani deve il rilancio in panchina dopo l’esonero di Lanciano. Non è la prima volta contro il Pescara: ci ha già giocato e vinto in coppa Italia nel dicembre 2014. Sempre alla guida del Sassuolo. Stasera si ritroverà di fronte Massimo Oddo, altra icona del calcio abruzzese. Gli sembrerà una rimpatriata tra vecchi amici, anche se in palio ci saranno sempre tre punti.

Di Francesco, lei sarà il primo allenatore abruzzese a disputare una coppa europea.

«Sì, credo di sì. Sono orgoglioso del traguardo raggiunto, è il frutto di una crescita continua. Il sesto posto del maggio scorso ha posto le basi a quello che è stato un ottimo avvio di stagione per noi».

Probabilmente, è il coronamento di un lavoro iniziato nel 2012-2013?

«E' così, il cammino è iniziato dalla serie B. Nulla nasce per caso. Quando riesci a lavorare e a programmare, quando hai la possibilità di sbagliare diventa facile crescere. Direi che questo è il nostro segreto: la possibilità di lavorare senza assilli».

La dedica?

«Per le persone che stanno soffrendo per il terremoto, per chi non c’è più. Il mio pensiero va a loro, per quel poco che il calcio può essere di conforto».

Sassuolo a forte connotazione italiana, così come la Juve che vince scudetti in serie.

«E’ una scelta ben precisa: abbiamo anche calciatori stranieri, ma l'ossatura deve essere italiana, la stessa che aiuta nell’inserimento i calciatori che vengono dall’estero. Gli italiani li trascinano con l'esempio».

Come pensa di gestire i tre impegni: serie A, coppa Italia e Europa League. C'è chi si è scottato in passato…

«Sono felice di avere questa difficoltà. Tutte le competizioni vanno affrontate con gioia. L’idea è sempre quella di fare un gol in più degli altri. Chiaramente, deve essere bravo l’allenatore a capire e a sfruttare i giocatori in condizione».

Com'è stata l'evoluzione del suo 4-3-3 nel corso degli anni in Emilia?

«Ogni anno abbiamo cercato di aggiungere qualcosa. Siamo migliorati nella fase difensiva; il blocco squadra ha imparato a interpretare meglio la fase di non possesso».

Squadra stanca per Sassuolo-Pescara?

«Potrebbe essere così, ma dobbiamo vivere sull'entusiasmo. Cambierò qualcosa, sappiamo di avere di fronte una squadra brillante, che ha qualità e idee».

Davvero puntate alla zona Champions?

«No, vogliamo ripeterci e scendere in campo ogni volta per giocarcela a viso aperto».

Ha visto il Pescara?

«Certo, mi ha fatto un’ottima impressione; ha giocato con il falso nueve. Tutti giocatori di movimento dalla cintola in su che hanno interpretato bene la gara. Sono stati bravi con buona qualità di manovra».

Che cosa l'ha impressionato di più?

«La spregiudicatezza che Massimo (Oddo, ndr) ha dato alla squadra; c’è il desiderio di giocarsela a viso aperto, si vede che il Pescara ha un'identità».

Aquilani, pregi e difetti secondo Eusebio…

«L’ho conosciuto alla Roma, io ero il team manager e lui giocava. E’ un ragazzo splendido e un giocatore di alta qualità. Gli infortuni l'hanno un po' bloccato. Ma al Pescara sarà senz’altro utile».

Con il senno del poi lasciare il Pescara (per la serie A a Lecce) nel 2011 è stato un errore?

«A posteriori direi di sì. Ma è stata comunque un’esperienza utile per migliorarsi».

Oddo come Di Francesco, entrambi lanciati da Daniele Sebastiani…

«Evidentemente ci capisce di allenatori, non so sui giocatori...».

Arriverà anche Sassuolo-Bologna e dovrà pensare a come bloccare suo figlio Federico che sarà un avversario in campo...

«Mi porto un ombrello in panchina e quando passa dalle mie parti glielo lancio addosso. No, a parte gli scherzi, intanto si deve conquistare il posto, poi vedremo. Saremo avversari per 90’».

Chi vincerà lo scudetto?

«Troppo facile rispondere Juve. Io, però, penso che Roma e Napoli le daranno filo da torcere».

Arriverà la Var, la moviola in campo.

«Non mi piace, bastano gli addizionali. Ci sono già troppe soste in una partita. Si rischia di diluire uno spettacolo che già va per le lunghe. No, non mi piace. La gol-line technology, invece, è eccezionale»

Un pescarese contro il Pescara?

«Sono un tifoso del Pescara. Penso da giorni a questa partita, ma l'affronto con serenità e piacere. Provo affetto. Certo, voglio vincere, ma sarà una bella serata di calcio».

Lei e Oddo: concetti di calcio diversi?

«Lui è più elastico, io meno».

Discorso salvezza per il Pescara?

«Ci sono tutti i presupposti per centrare il traguardo».

@roccocoletti1

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