Di Francesco nella storia: primo abruzzese in Europa

27 Agosto 2016

Il 46enne tecnico pescarese protagonista dell’escalation del Sassuolo E domani la sfida del cuore contro i biancazzurri a cui deve il rilancio in panchina

PESCARA. Il Sassuolo, ovviamente, il Pescara, l’avversario di domani sera, e... Mourinho. Frullano tanti pensieri nella testa di Eusebio Di Francesco, diventato il primo allenatore abruzzese che si è conquistato la partecipazione a una coppa europea. Ha scritto due pagine di storia in un colpo solo: la prima con il Sassuolo, 45.000 abitanti, 24ª squadra italiana in Europa; la seconda essendo il primo tecnico pescarese a guidare un club in una manifestazione continentale. E poi c’è Mourinho, sì proprio lo SpecialOne che potrebbe ritrovarsi di fronte, alla guida del Manchester United, se si qualificherà dopo la fase a gironi dell’Europa League.

Ne ha fatta di strada l’ex centrocampista azzurro e della Roma che nel 2007 non aveva ben chiara nella mente la scelta tra la panchina e la poltrona dirigenziale.

Era alla Val di Sangro, in Seconda divisione, come direttore sportivo; lasciò a metà stagione dopo che il presidente Pellegrini esonerò l’allenatore Danilo Pierini, oggi suo collaboratore tecnico a Sassuolo. Davanti al bivio, Eusebio scelse il lavoro sul campo e la chiamata della Virtus Lanciano fu il trampolino di lancio, subito spezzato dall’esonero, durante la stagione, deciso dal management rossonero comprendente quel Luca Leone che si ritroverà di fronte domani sera in qualità di ds biancazzurro. Poi, nel 2009, la prima volta al Pescara, nelle giovanili, e il salto in prima squadra con annessa cavalcata verso la promozione in serie B. Archiviata l’esperienza negativa del 2011, in serie A, a Lecce, è ripartito dalla B, a Sassuolo. Dal 2012 a oggi un crescendo inesorabile caratterizzato da un abbinamento che lo ha consacrato al grande calcio: spettacolo e risultati. Ma Eusebio Di Francesco si è sempre caratterizzato (anche) per le qualità umane: mai una parola fuori posto, mai sopra le righe e sempre in prima linea per le iniziative di solidarietà. Mercoledì, prima di volare a Belgrado per la gara contro la Stella Rossa, le prime parole in conferenza stampa sono state per le vittime e gli sfollati del terremoto del centro Italia.

Oggi che ha toccato la dimensione europea è un uomo felice, grazie alla serenità che gli ha dato la famiglia in cui la passione per il pallone viene portata avanti dai figli Federico (attaccante esterno del Bologna) e Mattia (in campo tra i dilettanti). Proprio nel momento in cui è sulla bocca di tutti, ecco l’incrocio con il passato: la sfida di domani sera contro il Pescara, la squadra di quella che è diventata la sua città, che proporrà due incontri ravvicinati che in lui susciteranno stati d’animo contrapposti: da una parte quello con Luca Leone, che l’ha licenziato a Lanciano, dall’altro quello con Daniele Sebastiani, il presidente che gli ha fornito la possibilità del rilancio e a cui è grato.

Dal vastese Iannone, nella MotoGp, all’ortonese Nicolai e al pescarese Di Fulvio, medagliati alle Olimpiadi di Rio, fino al salto di qualità del 47enne (il compleanno l’8 settembre) allenatore – originario di San Giovanni Teatino, ma pescarese d’adozione – cresciuto calcisticamente a pane e 4-3-3 zemaniano. E’ un momento magico per lo sport abruzzese. E Eusebio Di Francesco al Mapei Stadium domani sera si confronterà con la massima espressione della sua regione, quel Pescara a cui deve il rilancio in panchina. Strani incroci, sentimenti contrastanti: la partita del cuore di una delle icone del calcio abruzzese.

@roccocoletti1

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