Di Francesco: non sono un integralista

20 Agosto 2017

Roma a Bergamo (ore 18), il tecnico a testa alta e col 4-3-3 nonostante le critiche

ROMA. Nuovo allenatore, nuovo capitano, nuovo dirigente. Comincia in casa dell'Atalanta (ore 18) la prima stagione della Roma post-Totti, che sarà a Bergamo al fianco della squadra non più col 10 sulle spalle ma in giacca e cravatta. Ad ereditare la fascia al braccio sarà De Rossi, leader designato da Di Francesco nello spogliatoio della sua squadra. Il tecnico abruzzese arriva all'esordio in campionato già con una certa pressione addosso, figlia soprattutto del pesante ko (4-1) sul campo del Celta nell'ultima amichevole estiva. E proprio per questo l'obiettivo non può che essere quello di centrare un avvio sprint. «Dobbiamo partire forte con l'Atalanta. Voglio da parte della mia squadra una grande prestazione», spiega alla vigilia dell'impegno. «Proveremo ad imporre il nostro gioco». Gioco finito però sul banco degli imputati dopo l'amichevole di Vigo. «Ma la colpa dei primi 30' minuti giocati lì è solo mia. Devo dimostrare che la squadra non è quella. Questo precampionato comunque è stata una grande scuola, ed è stato meglio aver sbagliato prima visto che ora si comincia a fare sul serio. E io sono serenissimo», assicura Di Francesco, «il lavoro e il campo daranno le risposte, e spero che già da domani (oggi,ndr) si parlerà in maniera differente di quelle che sono le ambizioni della Roma».
«La griglia del campionato? Non la faccio, non è il mio lavoro. Io mi preoccupo di valutare la mia squadra. Posso dire però che tante squadre si sono rinforzate, soprattutto il Milan. Sarà un campionato più competitivo rispetto al passato, ci sarà meno distacco tra le prime» aggiunge, sottolineando poi che il lavoro del ds Monchi non è ancora finito: «Non è il momento di parlare di nuovi acquisti, nella testa deve esserci solo l'Atalanta. Ma alla chiusura del mercato mancano ancora 12 giorni e può succedere di tutto, in tutti i ruoli. Non siamo sciocchi, dopo queste due prime gare di campionato faremo le nostre valutazioni». Nessun dubbio invece sul modulo con cui la squadra scenderà in campo. «Mi sembra assurdo mettere già in discussione il 4-3-3 che è un sistema di gioco che a me personalmente ha dato tanto e che può dare tanto anche alla Roma», evidenzia Di Francesco. «Perché devo cambiare qualcosa per quei 30 maledetti minuti di Vigo? Per far contento chi? Ma tanto qui a scegliere è solo uno, e sono io. Andremo avanti col 4-3-3 che è un sistema dinamico e non statico. Io non voglio togliere le qualità dei miei calciatori o le loro individualità, al contrario voglio cercare di esaltarle in un sistema di gioco organizzato. Farò vedere di non essere un integralista. Ho le mie idee, non posso scimmiottare gli altri, e se sono stato scelto è per portare avanti quelle».