Di Francesco scuote la Roma

28 Aprile 2018

«Prima battiamo il Chievo, poi penseremo alla rimonta in Champions»

ROMA. «Parliamo tanto del Liverpool e poco del Chievo, ma è inevitabile». E non potrebbe essere altrimenti, Eusebio Di Francesco ne è consapevole. L'attesa per la semifinale di ritorno di Champions coi Reds è tale che l'impegno di campionato di oggi (ore 18) all'Olimpico passa in secondo piano. Sottovalutare la formazione di Maran però potrebbe costar caro alla Roma - priva di Strootman e Perotti con Schick in campo dall’inizio con Gonalons - e così il tecnico prova a ricordare che «nella crescita di questa squadra è fondamentale la capacità di trattare tutte le partita allo stesso modo. Dobbiamo pensare a quella col Chievo come a una semifinale. Si tratta di una gara importante in ottica qualificazione Champions della prossima stagione che non ci possiamo permettere sbagliare perché dopo rimediare è sempre più difficile». «Dobbiamo vincere e portare a casa i tre punti, bisogna segnare il prima possibile». Per poter magari gestire la gara e conservare le energie per l'appuntamento di mercoledì sera col Liverpool, quando servirà una prova super per ribaltare il 5-2 d'andata. «Se credo ancora alla rimonta? Chi non ci crede può stare a casa. È assurdo pensare di non giocarsela», taglia corto Di Francesco. «Io credo ancora che questa squadra possa avere la forza di rifare determinate cose. E ho il desiderio che sia accompagnata dalla forza di tutto l'ambiente, quindi se dovete prendervela con qualcuno quello sono io. La colpa è mia, per tutto, ma facciamo lavorare la squadra in maniera tale che sia convinta di poter fare qualcosa di importante». Per riuscirci però, sottolinea il tecnico abruzzese sarà necessario in campo un differente atteggiamento rispetto a quanto visto ad Anfield. «Per competere a questi livelli dobbiamo riportare il livello di corsa, determinazione e cattiveria agonistica a quanto visto col Barcellona», l'indicazione di Di Francesco. «Non puoi affrontare il Liverpool e non avere la stessa cattiveria. Inconsciamente noi invece ci siamo sciolti e impauriti, e non deve accadere perché stiamo facendo qualcosa di straordinario e inaspettato. E non è ancora finita. Dobbiamo essere più spigliati e coraggiosi».
Non c'è bisogno di aspettare invece per inviare un messaggio al 53enne irlandese in fin di vita dopo gli scontri avvenuti sotto la Kop: «Siamo vicini a Sean Cox e alla famiglia. Voglio dire che personalmente condanno ogni forma di violenza. Mi auguro di cuore che la gara di ritorno sia veramente una festa».