Di Francesco: voglio una Samp feroce

«Lavoro sulla testa dei ragazzi, i nostri problemi sono mentali»
GENOVA. Chiede alla sua squadra di «essere feroce» perché è il momento di svoltare di fronte a numeri che sono lo specchio di un avvio assai negativo e inaspettato per la Sampdoria. Quattro sconfitte, una vittoria, tre gol fatti e undici subiti: erano 47 anni che la squadra blucerchiata non partiva così male.
Eusebio Di Francesco non rischia, il contratto triennale firmato la scorsa estate fa capire che c'è massima fiducia nel tecnico e ribaltoni non sono in programma, ma sicuramente l'attuale ultimo posto in graduatoria alimenta preoccupazioni. La Sampdoria cerca un riscatto anche se a Firenze non è stata aiutata dalla fortuna: «Spesso gli episodi determinano le partite e mercoledì le decisioni arbitrali non ci hanno aiutato. Sul primo gol subito c'era un fuorigioco di rientro netto di Chiesa, prima che il suo tiro venisse messo in angolo da Audero, angolo dal quale è poi arrivato l'1-0, così come, a mio avviso, il fallo di Murillo è stato sanzionato in maniera troppo eccessiva, perché il nostro difensore ha fatto di tutto per evitare il contatto con l'avversario. Detto questo, noi dobbiamo migliorare diversi aspetti sia nella fase difensiva che in quella offensiva», confessa il tecnico che in difesa potrebbe lanciare il giovane tedesco Chabot vista la squalifica di Murillo e le condizioni incerte di Ferrari. Mentre in attacco al posto di Manolo Gabbiadini ci sono Gianluca Caprari e Federico Bonazzoli in corsa per una maglia al fianco di Quagliarella.
Il problema della Sampdoria è soprattutto mentale perché l'analisi dei dati fisici dice che il gruppo sta bene. «Sto lavorando sulla testa dei ragazzi per far capire loro che dobbiamo crescere in determinate situazioni. Contro l'Inter vogliamo vedere una Sampdoria col coltello tra i denti», sottolinea il tecnico abruzzese.

