Di Gennaro si sfoga: «Lanciano irriconoscente»

8 Luglio 2020

Il monologo del dirigente: «Solo insulti a De Vincentiis, ma in tre anni ha speso un milione di euro»

LANCIANO. «I soldi ci sono, pochi ma giusti. Per la serie D la domanda di ripescaggio il presidente l’ha fatta. La squadra? Sarà un mix tra giovani e grandi. L’unica certezza è che i soldi non si buttano». È quanto si è riusciti a carpire dal monologo fatto nella affollata sala stampa dello stadio Biondi da Francesco Di Gennaro, direttore area tecnica del Lanciano, almeno così pare. Già perché l’ex capitano rossonero nel fiume in piena di parole pronunciate in un’ora ha fatto precisazioni anche sul suo, di ruolo. «Tutti a chiedere che fa Di Gennaro, a sputare veleno», dice, «io sono quello che assieme al presidente De Vincentiis e al sindaco Pupillo era qui tre anni fa a raccogliere le ceneri del Lanciano. Sono nella società ma me ne posso andare domani, a testa alta». Poi una difesa a spada tratta del presidente: ma da chi? A suo dire da tifosi che non sono tali, da una piazza che non è riconoscente. «Ricordatevi quando parlate», precisa, «che dopo la caduta dalla B, c’era la possibilità di ripartire dalla D, ma nessun imprenditore lancianese ha voluto tirare fuori 100.000 euro. È arrivato De Vincetiis e non c’era nulla: non un campo, neanche le magliette. Io e Paciarella abbiamo fatto la squadra. Io ho chiamato i ragazzi e li ho convinti a giocare in Prima categoria, dando per primo l’esempio. Si vince e ci sono applausi, soprattutto al presidente. Stessa scena con la Promozione. Invece con l’Eccellenza, dove arriviamo secondi, pochi applausi e tanta violenza verbale e mediatica contro me e il presidente. Si parla delle mie liti con Lucarelli, Miccichè. Io ho dato una mano a Giuseppe Di Pasquale, promosso in prima squadra dopo le dimissioni di Lucarelli. Ho fatto il lavoro per cui sono pagato. Il presidente, nonostante tutto, investe pure 70.000 euro sul campo a Treglio, ma non arrivano i “grazie”. Allora io gli ho detto: “presidè, venditi la società”. Basta insulti. Nessuno si è fatto avanti. In tre anni ha tirato fuori 1 milione di euro. Ha pagato tutti sennò i giocatori non restavano due e tre anni. C’è uno stipendio arretrato, ma per difficoltà che hanno tutte le società. Faremo una squadra con giovani e grandi», chiude Di Gennaro tra gli sguardi perplessi dei presenti, «con pochi soldi, ma giusti per il campionato da fare». Poi si alza e se ne va. Un tifoso cerca di parlare, lui risponde: «la domanda per la D l’ha fatta il presidente» e va via. Un monologo che non ha chiarito i dubbi dei tifosi sul futuro del Lanciano, anzi, li ha acuiti.
Teresa Di Rocco
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