Di Ghionno trionfa a Fara

Il corridore francavillese vince la Gran fondo nel cuore del parco della Maiella
FARA SAN MARTINO. Sono partiti in 400 ieri mattina da Fara San Martino, dopo il saluto di Michele Aruffo, presidente dell'Asd Cicloclub Hotel del Camerlengo, e la benedizione di don Emiliano Straccinialla, per la diciottesima edizione della Gran fondo ciclistica Fara San Martino - XVI Memorial Levino Tavani, prova valida del circuito Centro Italia tour. La gara, organizzata dall'Asd Cicloclub Hotel del Camerlengo Fara San Martino, prevedeva due percorsi: uno di 98 chilometri e l’altro di 140. Sul tracciato corto di 98 km, 1.750 metri di dislivello, ha vinto il francavillese Valentino Quintili Di Ghionno per la categoria maschile e Isabella Iacovissi, di Frosinone, per la categoria femminile.
Di Ghionno ha tagliato il traguardo in meno di tre ore, la Iacovissi in poco più di tre ore. Sul percorso lungo di 140 km, 2.250 metri di dislivello, invece, hanno vinto Stefano Borgese e Federica Figliola. La manifestazione si è svolta nel territorio del Parco nazionale della Maiella, con partenza puntuale alle 8.30 da Fara San Martino. Dal punto di vista tecnico, questa edizione ha previsto un tragitto rinnovato, che si è snodato tra valli panoramiche e boschi di faggi, tra centri storici e strade tortuose. Il percorso si è snodato quasi completamente nel cuore del del Parco nazionale della Majella, attraversando vere e proprie valli incantate toccando i centri di Fara San Martino, Lama dei Peligni, Palena, Campo di Giove, Cansano e Pescocostanzo, per poi riscendere nuovamente a Palena, Lama e arrivare a Fara San Martino.
Nonostante le condizioni delle strade attraversate, notoriamente carenti di manutenzione, non ci sono stati particolari problemi. Nella terra della pasta De Cecco e dei famosi pastifici di Fara San Martino, che hanno fatto conoscere il paese chietino in tutto il mondo, e nel pieno del parco della Maiella, è stata offerta ai partecipanti la possibilità di godere di paesaggi insoliti e spesso dimenticati, nei quali domina ancora una dimensione culturale e umana che ha conservato intatti i principi del rispetto della tradizione e degli ambienti.
L'evento, infatti, oltre che per l'aspetto sportivo e agonistico, si caratterizza per lo scopo di diffondere e valorizzare la conoscenza dei luoghi del parco e delle valli attraversate, quelle dei fiumi Aventino e Verde, affluenti del Sangro. Numerosi partecipanti hanno visitato le Gole di San Martino, le Grotte del Cavallone, a Taranta Peligna, l'eremo della "Madonna dell'Altare" a Palena, il Castello Ducale e il Lago di Casoli, oltre alle stazioni turistiche di Rivisondoli, Roccaraso e Pescocostanzo, vere e proprie perle turistiche del comprensorio Alto Sangro. (g.g.)
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