Di Giandomenico: il rugby in Abruzzo è vivo

27 Dicembre 2016

Il tecnico aquilano dell’Italdonne applaude le Belve neroverdi: il 12 febbraio il 6 Nazioni al Fattori

L’AQUILA. Iniziato il conto alla rovescia per il match del Sei nazioni femminile tra Italia e Irlanda, in programma domenica 12 febbraio alle ore 14.30 allo stadio Tommaso Fattori. Le due nazionali arriveranno all’Aquila dal giovedì per preparare l’incontro, importante anche in vista del mondiale Women’s Rugby World Cup 2017, che si terrà dal 9-26 agosto 2017 a Dublin e Belfast, con l’Italia inserita nella Pool B insieme a Inghilterra, campione in carica, Stati Uniti e Spagna, che ha battuto la Scozia nello spareggio. «Vogliamo fare bella figura», afferma Andrea Di Giandomenico, aquilano doc, allenatore dell’Italdonne settima nel ranking mondiale, «sarà per me un’emozione particolare tornare a casa, anche se comporterà maggiore pressione». La Nazionale femminile torna in Abruzzo dopo aver battuto ad Avezzano 27-3 la Scozia, nel test match di novembre 2014 e nella rosa, insieme al pilone delle Belve neroverdi Elisa Cucchiella (56 caps), potrebbero essere inserite altre abruzzesi. «Costruiremo un gruppo più ampio anche per la Coppa del Mondo», afferma il tecnico che ha assistito nell’ultimo anno in due occasioni agli allenamenti delle Belve a Poggio Picenze, «a mio avviso il buon lavoro fatto dalla società aquilana con le giovani, in particolare under 16, è sintomo di movimento in buona salute. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione. Se la nazionale ha buoni risultati è merito dei club che fanno tanti sacrifici in assenza del professionismo».

Tanti gli appuntamenti nel nuovo anno solare, per il rugby femminile «Il 2017 sarà impegnativo», conferma Di Giandomenico all’ottava stagione in azzurro. «L’obiettivo è confermarsi nel 6 nazioni e preparare al meglio la squadra per la rassegna iridata, dove manchiamo da 15 anni». Di Giandomenico insieme ai traguardi raggiunti con le azzurre, ha da tecnico esperienze importanti con la federazione prima nell’Accademia di Milano e da agosto è assistente di Stephen Aboud, il responsabile della formazione di giocatori di alto livello giovanile e della formazione degli allenatori: «La femminile mi ha arricchito», commenta l’allenatore che iniziato sulla panchina di Reggio Emilia, «sono soddisfatto e appagato del lavoro con la federazione, è un ambito che mi piace e mi stimola. L’ambizione e il sogno sono di approdare ad un club importante o alla nazionale maggiore, ma qualsiasi traguardo necessita di un percorso adeguato». Da conoscitore del rugby abruzzese, è fiducioso per il futuro: «L’Aquila deve essere orgogliosa di quello che è stata, ma non deve vivere solo di passato», conclude l’ex apertura, cresciuto nel Cus L’Aquila prima di approdare all’Aquila dove ha vinto uno scudetto under 20 nel 1995. «Le potenzialità ci sono, lo dimostrano le squadre attualmente impegnate in serie A e B. E’ giusto aspirare ad essere protagonisti ad alto livello».

Tommaso Cantalini

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