Di Giovanni: L’Aquila è una grande piazza e lotterà per il vertice

4 Settembre 2023

Il co-presidente rossoblù: «Sarà un campionato duro per la presenza di club forti e dal passato illustre» 

L’AQUILA. Da più di vent'anni Salvatore Di Giovanni mastica calcio. Il San Nicolò prima, poi il Notaresco capace di sfiorare la serie C. Solo il Covid bloccò un percorso clamoroso che consegnò, per un solo punto, la promozione al Matelica: un duro colpo per chi, nel calcio, ha messo passione, tempo e denaro. Ora, dopo il successo ottenuto nella stagione scorsa, il co-presidente dell’Aquila sembra più carico che mai, pronto ad affrontare l'ennesimo campionato. «Giusto, mi sento carico. La passione per il calcio non muore mai».
Tanta esperienza, ma non si finisce mai di imparare. «Assolutamente vero e posso dirvi che questo sarà l'anno più importante della mia carriera sportiva. Ci sono tutti gli ingredienti per fare bene, considerando la forza organizzativa, economica e tecnica della nostra società. Al contempo – e credetemi se lo dico- questo sarà il campionato più complicato degli ultimi dieci anni. Si sono rinforzate tutte, ci sono piazze importanti che storicamente hanno sempre partecipato a tornei professionistici. L'asticella si è alzata ma L'Aquila venderà cara la pelle».
Domenica scorsa è arrivata una sconfitta ai rigori e per lei anche qualche coro dalla curva del Notaresco non troppo gentile. «Lasciamo stare, davvero. Nel calcio c'è da sempre poca gratitudine ma sinceramente si è esagerato. Evidentemente in tanti non ricordano le vicende del Notaresco prima della mia gestione: il calcio era praticamente sparito, retrocessi in 1ª categoria con il rischio concreto di non iscrizione. In pochi giorni, insieme al sindaco Di Bonaventura, ci accordammo con un progetto triennale per portare la serie D a Notaresco, campionato al quale, in quasi cento anni di storia, non aveva mai partecipato. Una società capace dì ottenere due secondi posti, un sesto e un ottavo, facendo conoscere la città Notaresco in tutta Italia. Evidentemente qualcuno non lo ha mai capito o lo ha già dimenticato. Pazienza, me ne farò una ragione». Da due anni nel suo destino c'è L'Aquila. «La piazza giusta dove lavorare senza troppi assilli. Una gestione perfetta, partita e continuata grazie al cuore di due ragazzi che alimentano questo sodalizio. Non smetterò mai di ringraziarli, insieme agli altri dirigenti e ai tifosi».
Come detto tanta esperienza alle spalle. Quale scelta rifarebbe e quale no? «Gestirei meglio il mio tempo: forse a causa del calcio ho tralasciato qualche altra passione e soprattutto ho tolto tempo alla famiglia. Rifarei la scelta legata all'Aquila per la città, la squadra e la società. Mi hanno coinvolto positivamente e mi sono sentito subito uno di loro».
Oggi si conoscerà il calendario. Le favorite? «Campobasso, Chieti, L'Aquila e Sambenedettese più una sorpresa».
Le ha messe in rigoroso ordine alfabetico. «Non ci avevo fatto caso. Ma nel calcio l'ordine spesso cambia. Ve lo dico per esperienza».
Lorenzo Valleriani
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