Di Giovanni rilancia: «Chieti, ecco il progetto»

1 Maggio 2019

ll patron resta: «Le contestazioni non mi spaventano, io vado avanti»

CHIETI. «La contestazione dei tifosi non mi fa abbassare la guardia. La mia intenzione è di andare avanti. Sono al lavoro per programmare la serie D». Così Filippo Di Giovanni, ospite nella redazione del Centro durante la diretta Facebook disponibile anche sul sito www.ilcentro.it, rilancia e illustra il suo progetto che ruota attorno (anche) alla realizzazione di un nuovo stadio - idea in passato anche dell’ex presidente Giulio Trevisan - per avvicinare nuovi imprenditori alla società neroverde. Di Giovanni, nonostante il clima ostile, si sta muovendo anche sul fronte tecnico. Dopo le dimissioni del ds Omar Trovarello e il divorzio con Alessandro Lucarelli, il presidente teatino ha già individuato i sostituti. Per la panchina il favorito è Davide Ruscitti, 44 anni da compiere ad agosto, ex collaboratore di Massimo Oddo nell’anno della promozione del Pescara in serie A. Ruscitti, dopo una lunga carriera da giocatore nei professionisti, ha allenato gli Allievi e la Primavera del Pescara. Per il ruolo di direttore sportivo occhi puntati su Franco Di Battista, ex ds di Val di Sangro e Lanciano in D (dove è stato anche responsabile del settore giovanile in B) e del Casoli dei miracoli con il quale ha sfiorato la promozione in C2.
La contestazione. Dopo le polemiche degli ultimi giorni - tra contestazioni e dimissioni dei dirigenti - Di Giovanni dice la sua. «Abbiamo vinto il campionato di Eccellenza e sono arrivate le contestazioni invece dei festeggiamenti. Solo a Chieti può succedere questo. La contestazione mi ferisce, ma sono qui per amore della città e per lasciare un segno nella storia del club. Il mio obiettivo è riconquistare la fiducia dei tifosi. Non si può pensare di fare calcio senza di loro. Sono convinto che, se anche il rapporto tra me e la tifoseria non si ricomporrà, i tifosi continueranno a sostenere i colori neroverdi, che restano un simbolo della città. Io ho iniziato quest’avventura tre anni fa con Trevisan. Siamo ripartiti dal nulla, dopo la gestione Pomponi. L’obiettivo era tornare in D e ci siamo riusciti. Ora siamo al punto zero».
Futuro e nuovo stadio. Di Giovanni non vuole tornare sulle lotte interne con gli altri dirigenti - alcuni allontanati (Pollio), altri dimissionari (Di Iorio, Reale e Basile) - e traccia una linea per il futuro. «Abbiamo due mesi e mezzo per costruire un progetto nuovo. Vorrei ripartire dalle aziende simbolo della città, che quest’anno mi hanno dato una grossa mano. Mi riferisco alla Comec di Trevisan, alla Walter Tosto, alla Esa energie di Walter Serpellini e alla Mokambo dei fratelli Di Nisio. Con loro, e con altre forze fresche, vorrei fare un discorso più ampio. La mia idea è di chiamare a raccolta tutte le forze economiche della città per studiare un progetto che possa restituire qualcosa a chi investe. Mi riferisco all’idea di costruire un nuovo stadio, che potrebbe attirare nuove forze».
Le tappe della stagione. Non è stata un’annata facile nemmeno dal punto di vista tecnico. Alle beghe societarie si sono aggiunti i problemi relativi alle condizioni del terreno di gioco dell’Angelini e l’esonero di Marino dopo appena sei giornate. «È stato un campionato tra alti e bassi», racconta Di Giovanni. «Un avvio incerto e difficile, poi la svolta con il cambio di allenatore. Lucarelli è stato determinante perché con il suo arrivo la squadra ha preso consapevolezza dei propri mezzi. La qualità dei singoli non è mai stata in discussione vista la campagna acquisti estiva. Esonerare Marino è stato inevitabile. I risultati non arrivavano, quindi o mandavo via l’allenatore o i giocatori. Lucarelli è entrato nella testa dei giocatori. Con Marino, invece, non si era creata la giusta alchimia con la squadra». Con Lucarelli parte la rimonta: il Chieti recupera il terreno perso in avvio e si prende la vetta, vincendo il campionato con due gare d’anticipo. «Non ho mai temuto di non vincere il campionato. Abbiamo centrato l’obiettivo al primo colpo».
L’addio di Lucarelli. La promozione in D non è bastata a Lucarelli per guadagnarsi la conferma in panchina. Non sarà lui l’allenatore del Chieti nella prossima stagione. «Ho fatto una scelta», taglia corto Di Giovanni. «Lucarelli è stato preso in corso d’opera per risolvere i problemi che c’erano. A lui riconosco una grande capacità nell’entrare nella testa dei giocatori. Con lui il bel gioco si è visto solo a sprazzi, ma è stato bravo a risollevare la squadra e a raggiungere l’obiettivo. Ora, però, le nostre strade si dividono». L’erede di Lucarelli potrebbe essere Ruscitti, già contattato. «Se mi lasciano lavorare, faremo qualcosa di bello», è la promessa di Di Giovanni.
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