Di Grazia, Catania e Sottil: volano gli stracci

13 Luglio 2019

Nella lite tra il nuovo attaccante esterno e il club etneo s’inserisce il tecnico papà dell’ex biancazzurro

PESCARA . Dalle scintille verbali alle querele. Andrea Di Grazia, neo acquisto del Pescara, è in guerra da mesi con il suo vecchio club, il Catania, e ora anche con il suo ex allenatore, Andrea Sottil. Quest’ultimo, ex difensore di Torino, Atalanta e Udinese, è il padre di Riccardo, attaccante di proprietà della Fiorentina che dovrebbe tornare in prestito al Delfino e condividere lo spogliatoio con Di Grazia. Se così fosse, come minimo ci sarebbe un po’ di imbarazzo, dal momento che Andrea Sottil ha annunciato di voler portare in tribunale Di Grazia, il quale nei giorni scorsi, ai microfoni di Prima Tv, ha detto: «Andrea Sottil ha dichiarato il falso davanti agli organi federali sportivi dicendo che potevo allenarmi con loro, invece non era vero». Puntuale è arrivata la replica dell’ex tecnico del Catania a Itasportpress.it: «Tutto quello che ha affermato Di Grazia nei miei confronti è assolutamente falso», ha detto Sottil, «denuncerò il calciatore per calunnia».
I fatti. Dopo due buone stagioni di Di Grazia con gli etnei (11 gol e 10 assist) e le trattative per il rinnovo di contratto andate a vuoto, a luglio dell’anno scorso l’amministratore del Catania Pietro Lo Monaco lancia un segnale ben preciso: «Di Grazia è in scadenza di contratto e dovrebbe rinnovare», comunica il dirigente, «quando avrà allungato l’accordo sarà tutto a posto. Altrimenti rischia di andare in tribuna tutto l’anno». Dalle parole la società passa presto ai fatti escludendo per l’intero campionato Di Grazia, che nel frattempo si accorda con il Pescara. Il resto è storia recente con il 23enne attaccante che racconta. «Mi allenavo da solo e avevo uno spogliatoio a parte all'inizio del ritiro. Poi non mi hanno dato nemmeno più i vestiti per allenarmi. Così, per difendere un mio diritto ho deciso di denunciare per mobbing Lo Monaco. Il mio procuratore, Alessandro Moggi, non ha un buon rapporto con lui, ma la colpa non è sua… Stare a Catania da catanese ed essere trattato così è umiliante. Non potevo andare a Torre del Grifo ad allenarmi, non mi facevano entrare… Anche Sottil ha dichiarato il falso…». All’orizzonte c’è il faccia a faccia tra Di Grazia e Riccardo Sottil, con il Pescara che proverà a mediare. (g.t.)
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