Di Labio rilancia: «Il Chieti non è morto e si iscriverà»

Il presidente neroverde allontana la possibilità di ricominciare dalla Promozione: «Sto trattando con due imprenditori, ci danno tutti per finiti ma ripartiremo»
CHIETI. Non siamo morti. Voglio tranquillizzare tutti quelli che sono venuti al capezzale pronti a farci il funerale e ad accaparrarsi titoli e onori: il Chieti è vivo e andrà avanti». Gianni Di Labio non ha dubbi: la società neroverde non morirà e sarà iscritta al prossimo campionato di serie D o Eccellenza. La categoria dipende dall’esito del ricorso presentato al Coni.
La data dell’udienza non è stata ancora fissata, ma all’avvocato Nicoletta Maria Carè è stato assicurato che il ricorso sarà discusso prima della fine di giugno. «Noi speriamo di vincere il ricorso e di fare la D», dice Di Labio, «il -11 è ingiusto e sproporzionato e ci preclude anche la possibilità di presentare domanda di ripescaggio».
Più che la categoria, il punto da chiarire è un altro. Di Labio assicura che il Chieti andrà avanti, ma come? «Io e il mio vice Dario Scurci stiamo lavorando per ristrutturare la società. Con Pistilli la trattativa è saltata, ma non è vero che abbiamo fatto richieste assurde. Ora abbiamo due trattative in corso con imprenditori di fuori regione».
Una prevederebbe l’ingresso di un nuovo socio pronto a rilevare l’85% delle quote dalla Wip Finance che a stretto giro dovrebbe essere ufficialmente estromessa dalla società. Di Labio e Scurci rimarrebbero con il 15% e potrebbero occuparsi del settore giovanile.
Lunedì potrebbe essere il giorno chiave. Se ci sarà la fumata bianca, da martedì inizieranno i pagamenti degli stipendi arretrati. Su questo fronte, si sta già muovendo il consulente Omar Trovarello che sta contattando i giocatori per trovare gli accordi. L’altra trattativa in piedi è con un imprenditore romano (lunedì Di Labio è stato a Roma per incontrarlo) che potrebbe fare da main sponsor o rilevare il 40% se non dovesse andare in porto l’altra operazione. «Stiamo trattando», conferma Di Labio, «io e Scurci siamo disposti a proseguire, ma se entra un nuovo socio deciderà lui se tenerci oppure no».
I tifosi sono stati chiari: se non vanno via Di Labio e Scurci, non entreranno più allo stadio. «Capisco il malumore dei tifosi, ma io e Dario abbiamo fatto il massimo con le pochissime risorse che avevamo. Ad agosto, alla presentazione della squadra, dissi che avremmo vinto il campionato, ma a settembre mi sono ritrovato già con i rubinetti chiusi. Ho fatto brutte figure e sono passato per bugiardo perché ho creduto io in primis alle promesse che mi facevano sui pagamenti, puntualmente disattese. Mi sono ritrovato in una situazione drammatica. Altri al posto mio sarebbero scappati e avrebbero ritirato la squadra dal campionato. Sono rimasto e grazie a Omar Trovarello, scelto da me, abbiamo abbassato i costi riducendo notevolmente i debiti. Ora stiamo cercando la strada migliore per ripartire. Questa società andrà avanti e lo deve anche per i grandi risultati ottenuti dal settore giovanile grazie a Carlo Angelozzi e Mauro Tontodonati».

