Di male in peggio: Pescara disintegrato

4 Febbraio 2019

Dopo il pari deludente di Livorno ecco il crollo casalingo con il Brescia Risultato in ghiaccio nel primo tempo, non c’è gara con la nuova capolista

PESCARA. Una manita che fa arrossire. Il Brescia si iscrive al “Festival del Gol”, il Pescara rimane senza voce e, quando prova qualche acuto, stona alla grande. I biancazzurri cadono all’Adriatico (1-5), rimangono a secco di vittorie in questo 2019 e vengono seppelliti dai gol dai lombardi. L’ultima goleada risaliva al 10 marzo 2018, quando fu il Parma a passeggiare (1-4) all’Adriatico. Il Brescia vince con merito, supera il Palermo e si issa al primo posto in classifica, in attesa del posticipo di stasera.
Prova di forza delle Rondinelle che dimostrano di avere una marcia in più rispetto al Pescara, uscito indebolito dal mercato di gennaio dopo la cessione di Machìn e il mancato arrivo di un centravanti in grado di spostare gli equilibri. Al contrario dei bresciani che si sono rinforzati nettamente.
I biancazzurri sono ancora al terzo posto in classifica, ma preoccupa la sterilità in fase offensiva (1 gol nelle ultime tre partite) con Mancuso ancora a secco dopo aver chiuso alla grande il 2018.
Il Pescara del dopo Machìn, vede Kanoutè mezzala, mentre in attacco Pillon preferisce Capone ad Antonucci. Il Delfino parte forte, prova a pigiare il piede sull’acceleratore e va vicino al gol nei primi minuti. Dopo cinque giri di lancette, Marras conclude dal limite dell'area, ma il pallone si trasforma in un assist per Mancuso che nel cuore dell'area di rigore controlla la sfera e calcia di poco a lato.
Dopo poco più di 120 secondi contropiede di Marras che entra in area di rigore dalla destra e conclude in diagonale, con la palla che esce di poco a lato. Il Brescia studia, aspetta, controlla e alla fine affonda i colpi. Kanoutè, uno dei peggiori in campo, gira a vuoto e perde un paio di palloni sanguinosi, di cui uno, il secondo, innesca un contropiede pericolosissimo. Nella stessa azione, il senegalese prova a rimediare ripiegando in difesa e commettendo il fallo da rigore su Spalek. Donnarumma dagli 11 metri è implacabile e spalanca le porte della vetta al Brescia.
La squadra di Eugenio Corini si prende la scena e mette in mostra tutto il repertorio con Tonali a dettare i tempi e ad ispirare, da calcio di punizione, il gol (32’) di Romagnoli (ex di turno). Il Brescia continua ad attaccare, il Pescara è alle corde ed ecco che arriva anche il tris con Bisoli, che, in sospetto fuorigioco, brucia la difesa biancazzurra e fa tris (38’). Nella ripresa Pillon lancia Monachello e toglie uno spento Capone per provare a rimettere in piedi la gara. Ma è ancora il Brescia a pungere dopo 10 minuti: fallo di mano di Balzano che tocca la sfera mentre duella con Spalek. Fallo netto per Aureliano di Bologna, che indica il dischetto. Torregrossa è implacabile dal dischetto e cala il poker per i bresciani. Monachello, uno dei pochi a lottare fino alla fine, segna il gol della bandiera, ma che serve solo alle statistiche, visto che il sipario sull’Adriatico è giù sceso da parecchio.
Fischi all’Adriatico e cori contro il presidente Sebastiani da parte della curva Nord. Lo stesso massimo dirigente biancazzurro poco prima della mezzora viene anche espulso per proteste dall’arbitro. Il Pescara prova il tutto per tutto e Pillon manda in campo anche Del Sole. Al 35’, sugli sviluppi di un traversone, torre di Scognamiglio per Mancuso che di testa costringe Alfonso ad una difficile deviazione. Lo stadio si svuota, ma c’è ancora tempo per vedere il sesto gol della serata, ancora del Brescia. È Torregrossa in pieno recupero a segnare la sua personale doppietta. Brescia in vetta, Pescara terzo ma senza vittorie nel girone di ritorno. A fine partita, nonostante il pesante passivo, la squadra viene chiamata sotto la Nord. Niente fischi, ma solo applausi e cori d’incitamento. Domenica il Delfino sarà atteso allo Zaccheria di Foggia senza mezza difesa titolare, considerato che Gravillon e Del Grosso, diffidati, ieri sono stati ammonti e verranno squalificati.
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