Di Matteo ci crede: «Chieti, voglio la C»

22 Luglio 2024

Il nuovo proprietario arriva in città insieme al tecnico Ignoffo

CHIETI. «La serie D mi sta stretta. Non faccio 400 km da Bologna per restare nei dilettanti. Voglio fare qualcosa di importante e arrivare almeno in serie C». Nicola Di Matteo varca i cancelli dello stadio Angelini nel mezzo della solita estate teatina fatta di incertezze. Ad accogliere il nuovo presidente del Chieti, nonostante le temperature da bollino rosso, ci sono un centinaio di tifosi. «Grazie per l’accoglienza», dice Di Matteo, «la trattativa è iniziata 15 giorni fa, ma all’inizio non ero convinto di prendere il Chieti. Ho trattato anche la Fermana. Poi, però, mi sono informato sulla storia del Chieti ed è scattato il colpo di fulmine. I miei amici mi hanno detto che ho fatto un affare perché questa è una piazza importante. Io voglio vincere. Per farlo, non serve prendere giocatori di serie A e B a fine carriera, ma gente di categoria. Voglio due attaccanti forti. Vi ricordate il Teramo che vinse la serie C? Lapadula e Donnarumma in due segnarono 50 gol». A proposito di Teramo, Di Matteo torna sulla vicenda del 2019 quando fu vicino ad entrare nel Diavolo. «Saltò per una mia frase infelice (“la camorra è una scelta di vita”), ma è acqua passata. Ora voglio fare grandi cose a Chieti. La situazione debitoria? Ho visto situazioni peggiori», risponde il 72enne imprenditore edile campano residente a Bologna, «ma nulla di non sostenibile, altrimenti non avrei preso il club».
Nodo iscrizione. Oggi, alle 14, scadono i termini per completare la domanda bocciata in prima istanza dalla Covisod perché mancavano alcune liberatorie. I soldi di Di Matteo, che ha rilevato il 70%, sono serviti per sistemare le pendenze con i giocatori. Il caso più spinoso resta quello di Ardemagni, con il quale non c’è l’accordo per dilazionare il pagamento, ma la società conta di chiudere tutto entro oggi. «Abbiamo pagato quasi tutti, resta soltanto qualcuno che sta facendo le bizze», dice il ds Michele Ciccone, al lavoro in sede insieme al dg Adelmo Berardo, «ma saremo pronti entro le 14 e non dovrebbero esserci problemi».
Arriva Ignoffo. In attesa del disco verde della Covisod, che si pronuncerà sui ricorsi entro giovedì, il Chieti ha scelto l’allenatore. È il 47enne palermitano Giovanni Ignoffo, ex difensore di Avellino, Messina e di quel Napoli che il 31 ottobre del 2004 perse al San Paolo con i neroverdi di Donati (1-2, gol di Terrevoli e Guariniello). Ignoffo lo scorso anno ha allenato il Ragusa, piazzandosi a ridosso dei play off. «Chieti è una piazza che ha fame di calcio così come io ho fame di vittorie», dice Ignoffo. «Partiamo in ritardo, ma c’è tempo per recuperare. Il modulo? Prediligo il 4-3-3».
La squadra sarà rifondata. «Abbiamo individuato 4-5 giocatori importanti che non verranno a fare la comparsa come ha fatto qualcuno lo scorso anno», dice il ds Ciccone. «Sulle conferme, ci piacerebbe tenere Forgione. Il ritiro? Siamo in ritardo, ma vorremmo farlo in Abruzzo per permettere ai tifosi di venire».
Serra resta. Il patron Ettore Serra resterà per ora con il 30%. Anche lui è in sede per affiancare la nuova dirigenza nelle pratiche per l’iscrizione. «Cercavo soci affidabili e ho trovato in Di Matteo la persona giusta», dice Serra. «Io ho fatto due campionati più che onorevoli, di più non ho potuto fare. In questi anni chi si è avvicinato lo ha fatto solo per interessi personali e non per il bene del Chieti». In società (con un ruolo da definire) ci sarà anche il giovane imprenditore Daniele Ferro. «Sono orgoglioso di far parte del Chieti», le prime parole di Ferro. «Darò tutto me stesso per questo nuovo progetto».
Giammarco Giardini
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