Di Nicola, addio calcio: farà l’agente di commercio

7 Agosto 2020

Il terzino marsicano lascia a 24 anni e inizia a lavorare col padre: «È arrivata l’ora di pensare ad altro»  

AVEZZANO. A 24 anni lascia il calcio e va a lavorare. Daniel Di Nicola, terzino sinistro di Avezzano, cresciuto nel settore giovanile del Pescara e con un passato nei professionisti con Reggiana, Fano, Taranto e Virtus Francavilla, appende le scarpe al chiodo. Ora farà l’agente di commercio per una multinazionale leader nel campo dell’editoria insieme al padre Davide, ex bomber di Teramo, L’Aquila, Celano e, soprattutto, Rimini, con oltre 130 gol nei professionisti. «Il calcio, con tutto ciò che circola al suo interno, è diventato incompatibile con me», racconta Daniel. «Negli ultimi due anni sono sceso in D e mi sono accorto che nei dilettanti è una baraonda. Non abbiamo tutele contrattuali. Le società non ti danno mai quello che ti promettono e alla fine perdi sempre soldi. Andare lontano 200 km da casa per 1.500-2.000 euro al mese è un’arte a perdere. Mi è capitata un’opportunità lavorativa molto importante e l’ho colta al volo. È ora di iniziare a costruirmi un progetto di vita perché con il calcio non puoi vivere a questi livelli. Quando affondi nei dilettanti, poi, è difficile risalire nei professionisti».
Di Nicola sognava di giocare in serie A. Non ci è riuscito, ma si è tolto comunque le sue soddisfazioni. Un campionato di D vinto a Rimini, una trentina di presenze in C e una salvezza in D, lo scorso anno, con l’Avezzano, la squadra della sua città. «Rimpianti? A 18 anni, dopo aver vinto il campionato a Rimini, dovevo scegliere tra Reggiana e Padova. Andai a Reggio Emilia e sbagliai perché non giocai mai. Due settimane dopo la firma, arrivò Frascatore dalla Roma e giocò sempre lui per un discorso di valorizzazione. Un’altra situazione paradossale l’ho vissuta nel 2017-2018, quando feci bene in C con la Virtus Francavilla, giocando con continuità e raggiungendo i play off. L’anno, dopo, però, non trovai squadra e andai in D alla Massese. Il calcio è così...». Di Nicola è stato compagno di squadra alla Reggiana di Alessandro Spanò, il difensore che a 26 anni ha lasciato il calcio per dedicarsi agli studi. «Io, però, se fossi andato in A come lui, non avrei smesso di giocare», sorride Daniel. «La mia situazione è diversa. A 24 anni, giocando nei dilettanti, devo pensare al mio futuro. Lascio il mio migliore amico, il pallone, ma sono pronto ad aprire un nuovo capitolo con la carica e l’entusiasmo che mi portavo nello spogliatoio prima di una partita importante».(g.g.)
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