Di Nicola interrogato per 10 ore «Ho agito solo per conto mio»

28 Giugno 2015

Gli inviati del procuratore Figc Palazzi nella villa di Morro d’Oro dell’ex ds dell’Aquila Calcio L’avvocato D’Amelio: «Ci sono criticità, ma nessuna combine. Del Teramo si parlerà un’altra volta»

MORRO D’ORO. Lo staff della procura federale inviato dal capo della struttura investigativa della Figc, Stefano Palazzi, ha interrogato Ercole Di Nicola per molte ore, ieri. Dalla mattina fino a verso le 19, quando gli investigatori hanno lasciato l’abitazione di Morro d’Oro dell’ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila Calcio, dove è ristretto agli arresti domiciliari per ordine della procura penale di Catanzaro.

La convocazione era arrivata giovedì, ma essendo impossibilitato a comparire dinanzi alla procura Figc l'interrogatorio si è tenuto nella villa del 38enne ex dirigente rossoblù, considerato dalla procura di Catanzaro uno degli artefici principali dell'inchiesta “Dirty Soccer” sul calcioscommesse. È stato un interrogatorio lungo, durato circa 10 ore, durante il quale Di Nicola ha cercato di chiarire la sua posizione e rispondere alle domande degli inquirenti, che dopo quella penale, hanno aperto un’inchiesta federale.

«La procura federale ha chiesto al mio assistito spiegazioni su dieci partite nelle quali si sarebbero consumati degli illeciti», spiega l'avvocato Libera D'Amelio, che difende Di Nicola sul piano penale, «e lui, in totale serenità, ha detto di non avere fatto scommesse né combine. Nessuna società è stata marginalmente toccata dalle spiegazioni di Di Nicola, che ha parlato di cose che riguardavano sé stesso, a conferma che né alcun dirigente, né calciatore è mai rientrato nel suo raggio d’azione personale. Non ci sono state, dunque, questioni riguardanti L'Aquila o altre società più o meno interessate da questo ciclone. Siamo assolutamente tranquilli».

A proposito di Savona-Teramo, la gara per la quale Di Nicola avrebbe fatto da tramite per "aggiustare" il risultato, l'avvocato D'Amelio precisa che «al momento non è stata oggetto di interesse da parte della procura federale» e che «dovrebbe esserci un'altra convocazione a riguardo», in quanto l'interrogatorio di ieri si è basato solo sulle problematiche che hanno portato al fermo di Di Nicola del 19 maggio scorso.

Nel tracciare un bilancio del faccia a faccia con gli uomini di Palazzi, la D'Amelio afferma che «parlare di combine, alla luce di quello che Di Nicola ha spiegato, è una forzatura. Su alcune delle situazioni contestate sono serena; su altre possono esserci delle criticità, in presenza di intercettazioni, ma nel complesso non vi è traccia di combine. Nel corso dell'interrogatorio ho trovato interlocutori critici, ma allo stesso tempo attenti e corretti nel confronto con il mio assistito».

Venerdì prossimo, 3 luglio, verrà discussa al tribunale del Riesame di Roma la richiesta di revoca degli arresti domiciliari a carico di Di Nicola. L'obiettivo è di fare tornare in libertà l'ex responsabile dell'area tecnica dell'Aquila. La D'Amelio, che sul piano penale difende anche il ds del Teramo, Marcello Di Giuseppe, così come ha fatto Campitelli ha chiesto di spostare l’inchiesta da Catanzaro a Savona, per competenza territoriale.

Gaetano Lombardino

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