Di Nicola: L’Aquila ci riproverà

Il dirigente: «Se ci sono i presupposti, io e Pagliari di nuovo insieme per disputare un torneo di vertice»
L’AQUILA. E’ finito il sogno della promozione in B per L’Aquila di Pagliari che al termine di una stagione sopra ogni aspettativa, è stata costretta alla resa dal Pisa ai quarti di finale dei play off.
Un’occasione mancata di un soffio se si pensa all’occasione da gol dei vari Dallamano, Ciciretti e Ingrosso che non sono riusciti a colpire in tempo il pallone sulla linea di porta nel quinto minuto di recupero. Un gol che avrebbe potuto cambiare la storia, portare il match ai supplementari e poi chissà. Certo, con i se e con i ma nel calcio non si va da nessuna parte . Ne è consapevole il responsabile dell’area tecnica Ercole Di Nicola che non nasconde la delusione: «Rivedendo le occasioni da gol, è una sconfitta che brucia tantissimo. Ci vorrà tanto tempo per smaltire la delusione, ma siamo pronti a ripartire più determinati di prima».
Il ds rossoblù analizza poi l’undici sceso in campo: «Mi è piaciuta molto la squadra sopratutto nei reparti della difesa e del centrocampo. Siamo riusciti a non concedere nulla ai loro attaccanti, peccato per l’unica disattenzione su palla inattiva da cui è scaturito il gol. Mi aspettavo invece di più dagli attaccanti, in special modo da Pià e De Sousa ma ormai parliamo del passato... C’è da riconoscere che al di là di tutto, questo gruppo è stato autore di una cavalcata che resterà nella storia del club». Un’annata storica celebrata ieri pomeriggio anche dal canale SkySport24 che ha dedicato al club rossoblù uno speciale alle ore 18 e dal sindaco Massimo Cialente che ha scritto in una nota: «Siamo orgogliosi di questa squadra e della società. Siamo fieri di aver potuto contare su un gruppo di persone che ha dato lustro al nome del Capoluogo d’Abruzzo. I nostri atleti hanno consegnato a un’intera città due regali bellissimi: essere stati sempre ai vertici della classifica e aver dato una grande speranza».
Ora però c’è da guardare avanti e progettare il futuro con Di Nicola saldamente al suo posto. «Mi hanno colpito gli attestati di stima della società e in particolare del patron Chiodi nella serata di domenica. Hanno gratificato appieno l’impegno che porto avanti con passione da oltre sei anni. La società crede in me e io spero di progettare una stagione ancora migliore. Che significa? Quando arrivai qui sei anni fa, dissi che il mio sogno sarebbe stato quello di riportare il capoluogo in serie B. Quest’anno ci siamo andanti vicini, puntando sull’effetto sorpresa, sulla mancanza di pressioni e su una squadra, a dispetto di un budget limitato rispetto alle corazzate del girone, giovane, compatta e con tanta voglia di stupire. Sono uno che non si accontenta e che non lascia le cose a metà. L’anno prossimo, se ci saranno tutti i presupposti per farlo, punteremo ad un campionato di vertice». Scacciati i dubbi sul suo futuro all’Aquila, Di Nicola parla di quello del tecnico Giovanni Pagliari, in queste ore osannato dai tifosi sui social network tramite i quali stanno chiedendo all’allenatore di Tolentino di non lasciare i colori rossoblù: «In questi suoi tredici mesi di lavoro, Pagliari è riuscito ad entrare nel cuore di tutti i componenti della società, di tutti gli sportivi aquilani e di tutti i giocatori. Se sarò confermato direttore tecnico di questa squadra, dico che Giovanni resterà al trecento percento anche il prossimo anno, indipendentemente dalle dichiarazioni rilasciate a caldo dopo la partita con il Pisa (che erano sembrate di addio, ndc) . Cosa vuol dire questo? Che L’Aquila ha dato tanto a lui come tanto lui ha dato all’Aquila Calcio e all’Aquila città. Non potrà dire di no alla nostra proposta per costruire una squadra ancora più ambiziosa e forte». Anche sull’Aquila che verrà nella prossima C unica, ha già tutto in mente: «Sono soddisfatto di molti giocatori che hanno fatto parte della rosa. Uno su tutti, Marco Frediani, talento purissimo che se non dovesse ricevere offerte allettanti da categorie superiori, potrebbe benissimo restare con noi. Per il resto credo che ripartiremo dall’ossatura di questa annata, inserendo alcuni elementi per fare un ulteriore salto di qualità».
Giammarco Menga
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