Di Nicola torna libero: «Processo farsa e sentenze vergognose»

8 Settembre 2015

TERAMO. Il provvedimento del gip di Velletri è arrivato nel primo pomeriggio di ieri e per Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila ritenuto dalla procura distrettuale di...

TERAMO. Il provvedimento del gip di Velletri è arrivato nel primo pomeriggio di ieri e per Ercole Di Nicola, ex responsabile dell’area tecnica dell’Aquila ritenuto dalla procura distrettuale di Catanzaro l’uomo chiave dell’inchiesta “Dirty Soccer”, è quello che porta alla revoca degli arresti domiciliari. Dopo tre mesi nella sua casa di Morro d’Oro, da ieri Di Nicola (difeso dall’avvocato Libera D’Amelio) ha solo l’obbligo di firma ai carabinieri. Nei giorni scorsi i gip dei tribunali dell’Aquila, Catanzaro, Macerata e Rimini avevano già revocato i domiciliari per attenuazione delle esigenze cautelari accogliendo l’istanza dell’avvocato D’Amelio, ma l’inchiesta penale è stata “spacchettata” in base alle diverse competenze territoriali toccando quindi diverse procure e tribunali. Da qui, dunque, l’indispensabile passaggio della richiesta di scarcerazione a tutti i gip dei vari tribunali competenti territorialmente. Di Nicola oltre che nella prima tranche di “Dirty Soccer” è finito davanti alla giustizia sportiva anche per la presunta combine Savona-Teramo, con la corte federale d'appello che qualche giorno fa per questo episodio ha confermato a suo carico la condanna a 5 anni di inibizione, alla preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc e all'ammenda di 100.000 euro. «Con Ercole tornato in libertà», ha commentato l'avvocato D'Amelio, «ci prepariamo al ricorso al collegio di garanzia di Coni».

Ieri sera Di Nicola è tornato a parlare, dopo tre mesi con un collegamento telefonico su Tv6: «Mi dispiace per il Teramo e L’Aquila», ha detto alla tv, «ma il processo del Teramo è stato vergognoso, una farsa. Non sono d’accordo su nulla di quanto è stato detto e con le sentenze. In Serie A e B ci sono 103 indagati e lì c’è l’associazione (per delinquere), hanno voluto colpire la Lega Pro per nascondere altro».

«Io ho le mie responsabilità e so benissimo quali sono», ha proseguito l’ex dirigente dell’Aquila su Tv6, «ma non ci sono illeciti. Dove ho sbagliato? Mi sono sentito onnipotente e ho creduto di poter fare tutto. Ma per atterrare Di Nicola non basta un’indagine del genere: devono finirmi o tornerò più forte di prima. Mi scuso con i tifosi dell’Aquila: avevo promesso la Serie B; prima o poi tornerò e la porterò in Serie B», ha concluso l’ex dirigente rossoblù.