Di Paolantonio: io, il Teramo e quella ferita aperta

25 Marzo 2020

L’ex biancorosso (teramano doc) ora all’Avellino: «Penso spesso a quella serie B che ci è stata tolta»

TERAMO . Otto reti segnate in 30 presenze e secondo posto nel girone per minuti giocati (2.645) alle spalle del portiere del Teramo Tomei. È una grande stagione per Alessandro Di Paolantonio, teramano doc, uno dei punti di forza dell'Avellino del vulcanico tecnico Eziolino Capuano. Prestazioni, quelle di Di Paolantonio, che hanno attirato le attenzioni di club di categoria superiore. Il 27enne centrocampista ha giocato con il Teramo dal 2012 al 2017 e segnò il primo gol della vittoria di Savona che il 2 maggio 2015 regalò ai biancorossi la promozione in B poi revocata dalla giustizia sportiva. Di Paolantonio sta trascorrendo il periodo di stop per l'emergenza coronavirus nella sua casa di Avellino, in compagnia della madre Tiziana. Il numero 7 degli irpini si racconta al Centro tra passato, presente e futuro.
Come sta vivendo la sosta forzata per il Covid19?
«È una situazione grave e surreale per il nostro Paese. Nessuno poteva immaginare che ci saremmo trovati a vivere un periodo così duro e con tante vittime. Bisogna attenersi alle disposizioni del governo e stare in casa. Dobbiamo rispettare le regole in modo scrupoloso. È fondamentale che ciò avvenga se vogliamo uscirne al più presto».
Sta seguendo un programma di allenamento a distanza?
«Sì. Anche l'Avellino, come tutte le altre società, ha dovuto ovviare alla sospensione degli allenamenti preparando dei programmi personalizzati da seguire a casa. Ci si coordina ogni giorno con lo staff tecnico e il preparatore atletico».
Quando si riuscirà a tornare in campo secondo lei?
«È impossibile dirlo oggi. Tutti vorremmo conoscere la risposta a questa domanda. La prima cosa, al di là del calcio, è tornare a riappropriarsi al più presto della nostra quotidianità. Solo con il ritorno alla normalità si potrà pensare di finire il campionato. La salute ha la priorità su tutto».
Parliamo un po' di lei. È questa la stagione della sua consacrazione?
«Lo spero. L'anno scorso ho scelto l'Avellino, nonostante fosse in serie D, per rimettermi in discussione. Gioco in una grande piazza e quest'anno, con il ritorno in C, mi sto mettendo in mostra. I numeri e le prestazioni dicono che è un bel campionato per me. Sono molto soddisfatto. Al futuro ci penserò a fine stagione».
Come si trova con mister Capuano?
«Bene. È una grande persona e un grande allenatore. Grazie al suo carisma riesce a trasmettere tanto ai giocatori. La sua carriera parla chiaro».
L'allenatore a cui è più legato chi è?
«Il triennio trascorso a Teramo con Vivarini mi ha insegnato molto e mi ha migliorato sotto tutti gli aspetti. Con lui ho avuto la possibilità di crescere e iniziare a giocare con continuità. Ringrazierò Vivarini per sempre».
A proposito del Teramo, quante volte le capita di ripensare alla promozione in B, poi revocata, del 2015?
«Penso spesso a quello che poteva essere e non è stato ma ormai, a distanza di cinque anni, bisogna metterci una pietra sopra. Resta il ricordo di una cavalcata indimenticabile e di un traguardo meritatamente raggiunto sul campo. Ho mantenuto ottimi rapporti con tanti giocatori di quel gruppo come Caidi, Speranza, Di Matteo, Amadio e Lapadula. E quest'anno, ad Avellino, ho ritrovato Tonti con piacere».
Il Teramo riuscirà un giorno a rivivere una stagione come quella di cinque anni fa?
«Me lo auguro. Il presidente Iachini è molto ambizioso e un giorno può davvero provare a portare il Diavolo in B per permettere alla città di riprendersi quel sogno che le è stato tolto. Il Teramo è sempre nel mio cuore».
Il Diavolo è attualmente ottavo in classifica. Si aspettava di vederlo più in alto dopo 30 giornate?
«Quando si cambia tanto non è mai facile fare subito una stagione in linea con le aspettative. Non dimentichiamo che il girone C è molto duro e con squadre di grande blasone. Il Teramo ha lasciato dei punti pesanti per strada nelle ultime gare casalinghe. Ci sono però le qualità per migliorare la posizione della griglia play off. Intanto speriamo che il campionato possa ripartire. Sarebbe una vittoria per tutti».
Gaetano Lombardino
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