Di Stefano, 16 anni di puro talento

Serie D, San Nicolò si gode il suo baby-difensore: «Il mio idolo era Pippo Inzaghi»
TERAMO. Ha iniziato “tardi” la sua avventura nel calcio, all'età di undici anni, con il Piano della Lente, dopo aver provato, a Campli, l'esperienza nella pallacanestro. «Dopo il basket avevo deciso di smettere e sono rimasto fermo per due anni. Poi ci ha pensato Filippo Inzaghi a farmi innamorare del calcio, i suoi gol e la sua passione mi hanno emozionato».
Riccardo Di Stefano, di professione difensore, ha bruciato le tappe. Classe 2000, 16 anni compiuti a Febbraio, dalla stagione in corso è entrato a far parte stabilmente della rosa di prima squadra del San Nicolò, serie D girone F, dopo aver indossato il biancazzurro già con i Giovanissimi e gli Allievi. Dopo aver svolto il ritiro precampionato, Di Stefano è stato promosso titolare da mister Massimo Epifani nella gara di Coppa Italia contro la Vastese e riproposto, sempre dal primo minuto, nelle ultime tre sfide di campionato, con Vis Pesaro, a Recanati e col Romagna Centro.
Risultando, tra l'altro, anche una sorta di portafortuna visto che con lui in campo il San Nicolò ha centrato tre vittorie e un pareggio subendo due reti appena.
Riccardo Di Stefano si definisce «un ragazzo con la testa a posto, abbastanza umile, a cui piace giocare con la playstation», il buon Riccardo è entrato nelle simpatie dei compagni e, ovviamente, di mister Epifani.
«Sono contento di come sta crescendo, gli auguro un futuro importante», sottolinea l’allenatore del San Nicolò, «ma ora me lo tengo stretto».
Di Stefano non rivela il suo sogno nel cassetto: «Se lo dico finisce che non si avvera».
Il giovanissimo difensore biancazzurro riesce a conciliare bene lo sport con la scuola, dove frequenta la terza Liceo Scienze umane a Teramo. «Nella prima gara, quando il mister mi disse di dover giocare», racconta Di Stefano, «ero particolarmente emozionato. Ora, con il passare delle giornate, va un po' meglio, ma sono molto contento. Domenica scorsa, per esempio, abbiamo affrontato il Romagna Centro, che è una delle formazioni più giovani della serie D. Io, comunque, ero il più piccolo in campo e potermi confrontare con loro è stato molto bello».
Tifoso del Milan, tra i pensieri di Riccardo Di Stefano c'è anche un tatuaggio. In un calcio dove, eccezioni a parte, i giovani trovano poco spazio, il San Nicolò si coccola il suo baby prodigio.
Matteo Falzon
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