Di Stefano, sette gol per il papà che non c’è più

31 Gennaio 2018

Una prodezza dietro l’altra, tutte di sinistro, per l’attaccante dei Lions Villa «Ci penso sempre, chissà quanto sarebbe stato orgoglioso della mia impresa»

Una giornata indimenticabile. E' quella vissuta domenica scorsa dal 22enne attaccante dei Lions Villa Christian Di Stefano. Capace di segnare ben sette delle dieci reti che la sua squadra, in corsa per i play off del girone A, ha rifilato all'Atletico Amiternum. «Avevano diverse assenze, che hanno sicuramente agevolato il nostro compito», commenta il diretto interessato, nato a San Benedetto del Tronto ma residente a Montorio al Vomano. Ultimo di sei figli, Christian ha perso a soli 14 anni il papà Ennio, al quale era ovviamente legatissimo. «A distanza di circa 8 anni», conferma, «mi manca ancora tanto e ieri (domenica per chi legge, ndc), al triplice fischio finale, oltre che alla mia ragazza Martina, sempre presente allo stadio, il mio primo pensiero è stato proprio per lui. Chissà quanto sarebbe stato orgoglioso di questa mia impresa...».
Un legame durato troppo poco, ma che ha lasciato tracce profonde in questo ragazzo, la cui carriera calcistica, iniziata nelle giovanili del Montorio 88 (tuttora proprietario del suo cartellino), è poi proseguita nelle file dell'Alba Montaurei, del Torricella Sicura e, da un anno e mezzo a questa parte, dei Lions Villa. «Dopo i 29 gol realizzati in Terza la scorsa stagione», prosegue Di Stefano, «diversi club, di Promozione e Prima categoria, si sono interessati a me, ma ho preferito restare qui, con i Lions, perché mi trovo bene e perché ho la possibilità di giocare con Stefano (Di Paolantonio, ndc) e Alfonso (Ferrari, ndc), i miei amici d'infanzia». Contrassegnata, come detto, da un grave lutto famigliare: «Papà era un grande appassionato di calcio, e non a caso tutti e quattro i suoi figli maschi giocano a pallone (domenica è andato a segno anche suo fratello Danilo, nelle file del Montorio 88, ndc), sia pur tra i dilettanti. Mi seguiva sempre, cercando di darmi consigli utili, sia dal punto di vista tecnico che tattico. Ecco perché, soprattutto quando scendo in campo, il mio pensiero è sempre rivolto a lui, tant'è che al momento di mettere piede sul rettangolo di gioco compio sempre un piccolo rituale, per me sacro: baciare i due tatuaggi (raffiguranti un palloncino col nome del padre, ed un rolex a cui era legatissimo, ndc) a lui dedicati». 7 gol in appena 90' di gioco: tanti quanti ne aveva messi assieme nelle precedenti 16 gare, e 6 in meno del suo "gemello" Di Fazio, che con 20 reti, guida la classifica marcatori dell'intera Seconda categoria. «Giochiamo insieme da circa un anno e mezzo, e l'intesa tra noi è davvero notevole». Non è solo Christian a dirlo, ma le cifre sin qui collezionate dai due: alle attuali 34 reti complessive, vanno infatti aggiunte le 68 (41 Di Fazio, 27 Di Stefano) messe a segno la stagione scorsa. Roba da far impallidire i migliori bomber europei... «La categoria è quella che è», puntualizza subito Di Stefano, che domenica si è portato a casa il pallone del match, «ma l'importante è divertirsi, togliendosi ogni tanto qualche soddisfazione del genere». Che per lui ha rappresentato comunque una novità assoluta: «Al massimo», conferma, «avevo segnato una quaterna». Sette gol tutti di sinistro, il suo piede preferito, e l'ultimo con un gran tiro all'incrocio, dalla lunga distanza. «Nonostante», svela in chiusura Di Stefano, «ai gol personali preferisca servire assist (una decina, sinora, ndc) ai miei compagni di squadra».
Stefano De Cristofaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA