Dicara: «Servono certezze in attacco»

14 Luglio 2018

L’ex biancazzurro: peccato per Melchiorri, sarebbe stato un riferimento prezioso

PESCARA. Il centrocampo ha un ottima base, la difesa sta per essere completata e in attacco ci saranno interventi profondi. Giacomo Dicara, ex difensore del Pescara e storico vice di Andrea Camplone, interviene sui primi movimenti di mercato del club biancazzurro. «Questa dirigenza ha sempre allestito rose competitive in B e quest’anno farà altrettanto. Mi sarebbe piaciuto rivedere qui Melchiorri. Ha avuto qualche infortunio negli ultimi anni, ma nella seconda parte della passata stagione a Carpi ha giocato benissimo».
Da allievo fedele di Giovanni Galeone, il 48enne pescarese concentra le sue attenzioni sul reparto offensivo. «In base alle statistiche, chi fa più gol ha più chance di raggiungere l’obiettivo. Poi, se alla prolificità in attacco si aggiunge una buona tenuta difensiva il gioco è fatto. Ma, come diceva Galeone, nel calcio vince chi realizza più reti dell’avversario e non chi ne subisce meno».
Dicara e Camplone conoscono bene Gennaro Scognamiglio, il 31enne difensore del Cesena che sta per approdare in Abruzzo. «Era con noi a Perugia quando abbiamo vinto il campionato di C e l’anno scorso ci siamo ritrovati a Cesena. All’inizio non stava bene, ma poi si è rimesso e ha giocato su buonissimi livelli. Scognamiglio ha bisogno di fare la preparazione per esprimere le sue potenzialità. Ha esperienza, una struttura fisica imponente ed è abile nel gioco aereo. Può fare male anche in area avversaria».
L’obiettivo è risvegliare l’entusiasmo della tifoseria. «Pescara è così. Se si accende è in grado di trascinare la squadra, ma se si demoralizza rischia di abbandonarla. Nell’ultimo campionato l’atmosfera all’Adriatico era davvero mesta. E l’indifferenza è la cosa peggiore». Il presidente Daniele Sebastiani ha confermato Bepi Pillon. «Decisione giusta, Pillon si è guadagnato sul campo un’altra chance. Sta nascendo una buona squadra con un mix di giovani e anziani, ma, ripeto, serve un punto di riferimento in attacco. Le scommesse vanno bene, però bisogna acquistare un elemento che solo con la sua presenza possa incutere timore agli avversari e, al tempo stesso, rassicurare i compagni». (g.t.)
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