Difesa in emergenza, ora tocca a Sorensen

11 Marzo 2021

Il gigante danese (alto 1.94) torna dopo un mese dall’ultima gara

PESCARA. I cerotti sono ben visibili. La difesa del Pescara per la sfida di sabato contro il Pordenone è in piena emergenza. Mirko Drudi, espulso nella sfida contro la Spal, salterà la trasferta in Friuli per squalifica e il tecnico Grassadonia dovrà rinunciare al suo uomo migliore, che nelle ultime gare ha dato sicurezza alla retroguardia. Senza il 33enne centrale romagnolo, quindi, il Delfino dovrà fare altre valutazioni visto che i guai non finiscono qui.
Oltre alla squalifica di Drudi, infatti, bisogna sommare le assenze di Salvatore Bocchetti e Antonio Balzano. Il primo non è ancora pronto e sta smaltendo alcuni problemi muscolari, Balzano, invece, si è fatto male al ginocchio due settimane fa nella trasferta di Cittadella. Entrambi, quindi, sono out per la sfida contro il Pordenone.
Gianluca Grassadonia perde tre pedine preziose in difesa, ma potrebbe finalmente rispolverare quel Frederik Sorensen che negli ultimi 20 giorni è stato tormentato da un problema al ginocchio. Il 28enne difensore danese, però, è rientrato la scorsa settimana in gruppo e sabato contro la Spal è tornato in panchina.
Arrivato lo scorso 20 gennaio durante il mercato di gennaio, finora il centrale nato a Copenaghen ha collezionato appena 3 presenze contro Salernitana, Chievo e Venezia senza lasciare il segno.
La sua partenza in biancazurro non è stata delle migliori, ma sabato contro il Pordenone dopo una settimana piena di duro lavoro con Hugo Campagnaro, ex difensore, ora collaboratore tecnico di Grassadonia, che si prende cura del pacchetto arretrato durante gli allenamenti, potrebbe riprendersi il posto da titolare nella difesa a tre con Guth e Scognamiglio. L’idea dell’allenatore è quella di rilanciare Sorensen dal primo minuto, anche se in quel ruolo ha provato pure Nicola Rigoni, un centrocampista che potrebbe essere arretrato in difesa.
Al momento, però, Sorensen è in vantaggio e lavora per il ritorno in campo. «Il Pescara mi ha voluto e voglio ripagare la fiducia della società con delle buone prestazioni», aveva detto il danese nel suo primo giorno in biancazzurro. Ora il Pescara ha bisogno della sua esperienza e dei suoi centimetri (è alto 1.94).
Al top della condizione, il gigante danese è un giocatore di categoria superiore e il suo passato lo testimonia. Arriva in Italia nel 2010, con la Juventus che lo ingaggia dal Lyngby. Nel 2012 va al Bologna, dove vi rimane per due anni, poi un anno al Verona prima di essere acquistato dal Colonia nel 2015 (84 gare in Bundesliga). La scorsa stagione il 28enne danese è andato in prestito allo Young Boys vincendo lo scudetto in Svizzera e quest’anno era tornato in Germania trovando, però, poco spazio (3 presenze, l’ultima il 18 ottobre). Poi la chiamata del Pescara, un contratto fino al 2022 e adesso ha la possibilità di ripagare la fiducia.
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