Diritti tv, non c’è accordo in Lega
Sebastiani: «Serve una ripartizione più equa, altrimenti le big giochino da sole»
PESCARA. Un centinaio di milioni di euro. È quasi tutta economica la causa della spaccatura che si è consumata ieri in Lega serie A fra Napoli, Roma, Juve, Milan, Inter, Fiorentina, e le 14 società medio-piccole. A Milano c’era il presidente del Pescara Daniele Sebastiani che da tempo lamenta l’iniqua distribuzione delle risorse. Stavolta la lite ha assunto toni durissimi con le sei grandi che hanno abbandonato i lavori dell'assemblea in via Rosellini. A questo punto si avvicina il commissariamento. Non c'è intesa sull'elezione di presidente e consiglieri federali, ma prima ancora sulla riforma dello statuto, in particolare sulla modifica la ripartizione delle risorse. Ora la torta da oltre un miliardo di euro a stagione è divisa al 40% in parti uguali, al 30% per bacino d'utenza e al 30% per meritocrazia. Quando, dopo un mese di trattative, le medio-piccole, guidate dal n.1 della Lazio Lotito, hanno proposto la formula 50-20-30, le sei big hanno abbandonato. «Per non assistere a campionati come quello in corso», spiega Sebastiani, «bisogna cambiare il sistema. La disparità è troppo marcata. Il Pescara non pretende di incassare dai diritti tv come la Juventus (oltre 100 milioni di euro). Attualmente ne prendiamo poco più di 22 Iva inclusa a cui bisogna togliere 3 milioni che vanno alla B più 1,7 per il costo del campionato. In pratica ne restano 15. Qualcuno mi spiegasse come possiamo competere...».
Poco prima l’ad del Milan Adriano Galliani aveva detto: «Napoli, Roma, Juve, Milan, Inter, Fiorentina, che rappresentano l'80% dei tifosi italiani, hanno deciso di andarsene perché è impossibile, almeno allo stato attuale delle cose trovare una soluzione».
Il presidente del Pescara la pensa in maniera diversa. «È vero che le grandi trainano il flusso di denaro, però la differenza con le piccole è troppo netta. Se non capiscono le nostre difficoltà si facessero un campionato in sei. Non credo, come dice Galliani, che la frattura sia insanabile. Anche 5 anni fa accadde la stessa cosa poi si trovò un punto di incontro». L’assemblea è riconvocata per il 28 marzo.©RIPRODUZIONE RISERVATA

