Djokovic è troppo forte sfuma il sogno di Federer

13 Luglio 2015

Il campione serbo risolve in quattro set e realizza il tris di successi

LONDRA. Trent'anni dopo il primo trionfo sui prati dell'All England Club del suo coach, Novak Djokovic vince per la terza volta i Championships superando in finale Roger Federer. Salgono così a tre le vittorie a Wimbledon del serbo, n.1 al mondo, esattamente come Boris Becker che ieri pomeriggio ha assistito all'impresa del suo allievo, vincitore della finale numero 129 dei Championships, la 48esima dell'era Open. Neppure la breve interruzione per pioggia durante il terzo set ha potuto frenare l'inarrestabile marcia di Djokovic, che si è aggiudicato il nono Slam della carriera. Sono salite così a 200 le vittorie nei match di Slam, settimo giocatore nella speciale classifica (capeggiata da Federer, 291 vittorie).

Per Federer – 34 anni il prossimo 8 agosto – un'altra delusione dopo la finale persa 12 mesi fa, ancora contro il 28enne serbo che a Londra si è aggiudicato il sesto titolo del 2015 (Australian Open, Indian Wells, Miami, Montecarlo, Roma). Epilogo inevitabile di un match che solo in apertura è sembrato poter regalare il 18esimo Slam al campione elvetico, avanti di un break al sesto game. Immediata la reazione di Djokovic che ha trascinato il primo set al tie-berak, dominandolo.

Anche la seconda frazione si è decisa al tie-break dopo che Federer, nel decimo gioco, ha salvato un set-point.

Ne salverà addirittura sei nel corso del tie-break prima di trovare il guizzo vincente che ha riequilibrato il punteggio. Ma quando in apertura di terzo set è stato breakkato, il match si è sbilanciato irrimediabilmente dalla parte di Novak. Alla ripresa della finale, interrotto dopo due ore e 11', Djokovic ha smarrito due soli punti nei successivi tre turni al servizio e ha chiuso la terza frazione in 33'.

Durata identica per il quarto set: Federer è apparso lento e sfiduciato, ha subito un primo break nel quinto gioco, e un secondo al nono game, l'ultimo del match (76(1) 67(10) 64 63). Se la vittoria dell'anno scorso sui prati di Church Road era arrivata solo al quinto set, al termine di una battaglia ricca di emozioni e capovolgimenti di punteggio, ieri il successo di Djokovic è apparso netto quanto meritato. Lo ha riconosciuto a fine gara lo stesso Roger Federer che ha cercato invano l’assalto all’ottavo titolo di Wimbledon che gli avrebbe permesso di diventare il più vincente di sempre sull’erba londinese. «Ha giocato in maniera fantastica. Ma non solo questa finale, anche tutto il torneo, tutto quest'anno, lo scorso anno e l'anno ancora prima», le parole di Federer. «Ho avuto le mie chance nel primo set e ad inizio terzo, ma Novak ha giocato benissimo i punti importanti e una volta avanti è stato solido come una roccia». E poi sul futuro: «Ho ancora fame e voglio continuare a giocare».

Come ormai da tradizione Djokovic ha festeggiato la vittoria ai Championships strappando e mangiando un ciuffo d'erba del Centre Court. «Ha un buonissimo sapore», ha scherzato il serbo. «È sempre un'onore affrontare Roger sul Centrale di Wimbledon. Per quelli della mia generazione rimane un esempio. E ti costringe a giocare sempre il tuo miglior tennis».

La Hingis fa il bis. Dopo il successo nel doppio femminile, Martina Hingis si èaggiudicata anche il titolo del doppio misto a Wimbledon. La ex numero 1 del Mondo, in coppia con l’indiano Leander Paes ha sconfitto in finale la coppia formata dall’austriaco Alexander Peya e dall’ungherese Timea Babos in due set con il punteggio di 6-1, 6-1.

Lorenzo Amuso