DOMENICA PRIMO CROCEVIA PER IL FUTURO
Otto partite di campionato, di cui cinque in casa, e nessuna vittoria. Almeno sul campo. Però, c’è il bonus Sassuolo a tenere il Pescara in linea di galleggiamento, fuori dalla zona retrocessione. Un...
Otto partite di campionato, di cui cinque in casa, e nessuna vittoria. Almeno sul campo. Però, c’è il bonus Sassuolo a tenere il Pescara in linea di galleggiamento, fuori dalla zona retrocessione. Un cammino con alti (sul piano del gioco) e bassi (più che altro sul piano dei risultati) in linea con quelle che possono essere le ambizioni di una matricola partita per salvarsi. A questo punto della stagione, però, c’è un bivio rappresentato dalle prossime quattro partite.
Il calendario nel giro di tre settimane propone sfide fondamentali: domenica (ore 12,30) a Udine, mercoledì (ore 20,45) in casa contro l’Atalanta nel turno infrasettimanale, poi il 30 ottobre a Milano (ore 15) contro i rossoneri di Montella
e, infine, di nuovo all’Adriatico-Cornacchia, il 6 novembre (ore 12,30), contro l’Empoli. C’è bisogno del salto di qualità, non è più tempo di alibi e di attenuanti. Nemmeno di rimpianti. Servono punti
per alimentare le speranze salvezza, per restare agganciati al gruppo in attesa del mercato di gennaio durante il quale serviranno interventi mirati, non scommesse, in modo tale da colmare quelle lacune strutturali che sono sotto gli occhi di tutti e che non permettono alla squadra di raccogliere per quanto semina. Non è il tempo di pensare al mercato, si dirà. Giusto. Per carità, non devono farlo squadra e tifosi, ma la società e l’allenatore sì. Hanno l’obbligo di valutare come rinforzare un progetto tecnico che ha buone basi, ma necessita di sostentamento. Nel frattempo, si gioca. E tre delle prossime quattro avversarie sono alla portata del Pescara. Il futuro
è adesso: tre settimane in cui
le parole d’ordine dovranno essere concretezza e cinismo.
A partire da domenica,
a Udine, dove i biancazzurri giocheranno in uno stadio,
in passato Friuli e oggi Dacia Arena per ragioni
di sponsorizzazione,
già proiettato al futuro.
E’ un impianto (coperto)
di proprietà, un modello anche per Pescara dove si attende la spinta decisiva al progetto di ristrutturazione dell’Adriatico.
@roccocoletti1
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