Domina il verde, ma la chiazza azzurra prende forma

23 Giugno 2016

Sugli spalti netta prevalenza del tifo irlandese. Al mattino allarme bomba in sala stampa

LILLE. «Enfin une partie...», ovvero “finalmente una festa”. Fuori dall’Hotel Ascolet, meno di 300 metri dallo stadio, una signora guarda il fiume verde che tracima. Sono i tifosi dell’Irlanda, quasi 22mila, che stanno per invadere in modo gioioso lo Stade Pierre-Mauroy.

«Enfien una partie...», perché qui a Lille hanno vissuto giornate da incubo. Prima gli incidenti che hanno coinvolto tifosi inglesi e russi al termine di Russia-Slovacchia, con caos e lacrimogeni lungo le vie cittadine, poi gli scontri tra tedeschi e ucraini, e infine le risse tra inglesi e francesi. Sono stati dieci giorni da incubo, di pura guerriglia urbana, e non solo nei pressi dello stadio.

Ieri no. Ieri è stata davvero una festa. Merito, va detto, soprattutto dei tifosi irlandesi che hanno letteralmente fatto breccia nei cuori dei francesi per la loro simpatia. Il vero mistero, casomai, è come facciano gli Irish a essere sempre sobri nonostante gli ettolitri di birra scolati ovunque ci sia un bar, una brasserie, un minimarket. Addirittura fuori dallo stadio si sono alzati cori a favore delle forze dell’ordine francesci (“Stand up for the French police", cantata sulle note di Go West), roba mai vista tra le tifoserie di ogni tipo e colore.

E gli italiani? I biglietti venduti erano 8000, ma la sensazione è che all’interno dello stadio fossero meno. Piuttosto abbiamo avuto la chiara percezione che il messaggio lanciato nei giorni scorsi da Conte abbia lasciato il segno: tra i tifosi italiani, tantissimi avevano la maglia azzurra. Adesso vedremo a Parigi.

Da segnalare infine un falso allarme bomba in mattinata nella sala stampa dello stadio. Un cane della polizia ha iniziato ad abbaiare puntando una borsa: rapida evacuazione ma dopo poco tutto è rientrato.

(al. ber.)