Domingo e Micciché salvano L’Aquila: solo pari a Capistrello

Cirelli porta in vantaggio i rovetani e poi si fa parare un rigore Al 94’ il bomber evita il ko ai rossoblù. Cappellacci deluso
CAPISTRELLO. Poteva e doveva essere un turno favorevole per L’Aquila, almeno sulla carta. Così non è stato. Anzi, i rossoblù hanno rischiato di perdere a Capistrello e solo un guizzo di Micciché al 94’ ha permesso alla squadra di Cappellacci di pareggiare. Due punti persi per L’Aquila che scivola al secondo posto e ora deve rincorrere la capolista Chieti che scappa a +2. Poteva andare anche peggio, perché il 21enne portiere rossoblù Domingo - il migliore in campo - in avvio di ripresa ha evitato che il Capistrello si portasse sul 2-0, parando un rigore a Cirelli. È stato proprio l’attaccante rovetano, sul finire del primo tempo, a portare avanti i locali, con una zampata in area piccola su un traversone dalla sinistra di Lombardo. Ed era stato sempre Cirelli, all’11’, a dare le prime avvisaglie all’Aquila, sfiorando il gol sugli sviluppi di un corner, ma Domingo è stato come sempre provvidenziale. Male L’Aquila, che ha giocato sotto ritmo e senza idee, con un possesso palla sterile che ha creato pochi pericoli ad un Capistrello aggressivo, che nella ripresa ha sfiorato più volte il raddoppio in ripartenza. Non ha funzionato il mini turnover di Cappellacci che ha rivoluzionato il centrocampo, lasciando Zanon in panchina, con Altares play e Rosano e Bisegna ai lati. Davanti rilanciato Maisto (in ombra), con Catalli al centro e Miccichè a sinistra. La sensazione è che all’Aquila manchi un vero play (sia Zanon sia Altares sono adattati) in grado di costruire l’azione. Nel primo tempo solo una vera grande occasione per i rossoblù, con Catalli che di testa ha sfiorato il palo. Nella ripresa, dentro Di Paolo, Zanon e Pellecchia, ma la musica non è cambiata perché L’Aquila non ha mai sfondato e ha rischiato di subire il 2-0: prima il rigore parato da Domingo a Cirelli (fallo di mano di Ricci), poi due contropiedi cestinati da Di Francescantonio. Al 94’, all’ultimo assalto, la testa di Micciché sul cross di Zanon ha salvato L’Aquila che al 96’ ha protestato per un rigore non assegnato per un atterramento di Fantozzi sullo stesso Micciché. «Abbiamo sofferto, non abbiamo mai preso in mano il pallino del gioco», ammette Cappellacci. «È stata una partita sporca dove abbiamo sbagliato tanto. Abbiamo rischiato di perderla, non va bene». Primo punto per il Capistrello. «Dovevamo fare la partita della vita per competere con L’Aquila», dice l’allenatore granata Paolo Giordani, «e ci resta anche l’amaro in bocca». (g.g.)

