Donatelli: empatia e bel gioco, così conquistammo l’ultima serie A

8 Giugno 2020

PESCARA. Il calcio champagne di Massimo Oddo, i 30 gol di Gianluca Lapadula e i tifosi estasiati. Domani la ricorrenza dell’ultima promozione in A del Pescara: dopo il successo all’Adriatico firmato...

PESCARA. Il calcio champagne di Massimo Oddo, i 30 gol di Gianluca Lapadula e i tifosi estasiati. Domani la ricorrenza dell’ultima promozione in A del Pescara: dopo il successo all’Adriatico firmato da Benali e Lapadula, la sera del 9 giugno di quattro anni fa, i biancazzurri pareggiano a Trapani nel ritorno della finale play off conquistando la massima serie. È il giusto premio per un gruppo che delizia il pubblico giocando un calcio spettacolare. Un gruppo guidato da Massimo Oddo che aveva come vice Marcello Donatelli. «Avevo conosciuto Oddo nel settore giovanile del Genoa», racconta Donatelli, «quando è arrivata la sua chiamata ho accettato subito. Noi due, pescaresi, di nuovo insieme per un’avventura stimolante». La ricerca dell’identità. Il 4-3-1-2 è il modulo base: «Nelle prime gare il rendimento era altalenante, Cocco e Lapadula si pestavano un po’ i piedi, Valoti era forte ma discontinuo», dice Donatelli. Nel frattempo, Caprari e Benali iniziano a mettersi in mostra dopo aver assorbito positivamente le ramanzine di Oddo. «È vero», ammette Donatelli. «A Caprari gli disse: ‘ma non ti sei stufato di stare sempre in panchina’? Benali, invece, cominciò il ritiro con il Palermo in A e si presentò con un atteggiamento sbagliato. Un giorno Oddo lo riprese davanti a tutti dicendogli: ‘Chi ti credi di essere? Mettiti al passo degli altri con umiltà’. Benali reagì con intelligenza». La svolta alla 9ª giornata a Trapani. «Oddo meditava cambiamenti e la febbre che colpì Cocco gli diede la spinta decisiva. Schierammo Caprari e Benali alle spalle di Lapadula, vincemmo 3-0 e da quel match giocammo sempre con il 4-3-2-1». I biancazzurri crescono chiudendo bene il girone di andata: 4 successi di fila, l’ultimo a Latina. «C’era affiatamento», prosegue Donatelli, «era nata una bella empatia. Anche chi giocava poco era partecipe, ad esempio Sansovini che diceva sempre la cosa giusta al momento giusto».
La crisi e le dimissioni di Oddo. Il girone di ritorno si apre con altre tre vittorie contro Livorno, Perugia (0-4, gara memorabile) e Bari, poi due pareggi con Salernitana e Vicenza. «Nel match successivo, a Cagliari, perdemmo 2-1 uscendo tra gli applausi dei tifosi rossoblù. Quel ko ci tolse sicurezza». Poi un pari con l’Ascoli e altri 5 ko di fila, tra cui quello a Terni, dove il tecnico minacciò le dimissioni. «Fu un pensiero istintivo», rivela Donatelli, «un gesto d’amore e responsabilità. Ma il presidente Sebastiani difese il nostro operato, fu esemplare». Così, arriva la svolta: 33 punti in 13 gare e 4° posto. Tra le vittorie più emozionanti, quella ad Avellino con una difesa inedita formata dai giovani Vitturini, Fornasier, Mandragora e Ventola.
L’addio di Repetto. Pochi giorni prima dell’ultima gara con il Latina, il ds litiga con Sebastiani che lo esonera. «Ci venne a mancare un punto di riferimento e di confronto tecnico fondamentale. Il saluto fu commovente: “Siete fortissimi, giocate benissimo, la A non ci sfuggirà’, disse Giorgio. E la squadra gli tributò un applauso».
L’apoteosi. In semifinale il Pescara elimina il Novara. «A quel punto, la A non poteva sfuggirci. All’andata con il Trapani, l’Adriatico pieno ci spinse verso la vittoria. Per il match di ritorno avevamo un obiettivo: non prendere gol nei primi minuti. Invece, Citro segnò al 4’ facendoci tremare, poi Fiorillo ci salvò prima dell’intervallo». Negli spogliatoi la sfuriata di Oddo. «'Dobbiamo fare gol', disse alla squadra che prese fiducia e pareggiò grazie alla rete pazzesca di Verre». Poi la gioia finale, l’abbraccio di Oddo a Cosmi e la corsa sotto la curva riservata ai pescaresi. Infine, il ritorno, l’aeroporto invaso da tifosi impazziti, la festa al porto turistico fino alle 5 del mattino. «L’emozione più bella il giro sul pullman scoperto e migliaia di tifosi in strada. Auguro al Pescara di riviverla presto». (g.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.