Donnarumma-Jorginho, il sogno è il Pallone d’oro

14 Luglio 2021

Il portiere saluta il Milan: «Giusto cambiare». Il regista: «Il premio di France Football? Magari...»

ROMA. Archiviata l’indimenticabile avventura degli Europei, e messo in bacheca oltre al titolo anche il premio di miglior giocatore del torneo, per Gianluigi Donnarumma (nominato anche nel Top 11 Uefa del torneo continentale con altri quattro azzurri, Bonucci Spinazzola Jorginho e Chiesa)) è il momento di cominciare un’altra tappa di una carriera che, ad appena 22 anni, sembra sempre più quella di un fuoriclasse. Oggi Gigio sarà a Parigi, dove firmerà un quinquennale e guadagnerà cifre multimilionarie che il Milan non era disposto a dargli. «Certe scelte sono difficili, ma fanno parte della crescita di un uomo», ha detto ieri Gigio. «A volte è giusto scegliere di cambiare, di affrontare sfide diverse. L’affetto che mi lega al Milan è un sentimento che la distanza e il tempo non possono cancellare». Ora col Psg Donnarumma punta alla Champions. È il prossimo obiettivo di colui che molti considerano il miglior portiere del mondo, al punto da essere messo in prima fila, con il solito Messi e con Jorginho, fra le candidature al prossimo Pallone d’oro. Conquistasse anche quello, per il ragazzo di Castellamare di Stabia sarebbe un’altra impresa memorabile: finora un solo portiere, Lev Jascin, ha portato a casa il premio di France Football. Non ci è riuscito neppure il suo predecessore in Nazionale, Gigi Buffon che nel 2006 nella classifica del Pallone d’oro venne preceduto da Fabio Cannavaro.
In Francia attendono con impazienza Donnarumma, già ribattezzato Maestro, come fosse un grande artista, e in fondo lo è, anche se del pallone. Se prima i sostenitori del Psg erano un po’ scettici, adesso, secondo un sondaggio de L’Equipè, il 61% dei supporter parigini lo aspetta a braccia aperte e lo considera sicuramente il titolare, anche se fra i pali della squadra capitale c’è un altro che molto si è fatto valere, come Keylor Navas. Ma l’ex del Milan viene considerato, soprattutto dopo Euro 2020, di un’altra categoria. E infatti lui che dopo aver parato il rigore di Saka neppure si era accorto che l’Italia aveva vinto («non lo avevo capito. Mi sono girato verso l’arbitro per accertarmi che fosse tutto ok, poi ho visto i compagni correre verso di me e da lì è cominciato tutto») adesso fa il pieno di elogi.
Anche Jorginho strizza l’occhio al Pallone d’oro: «Viviamo per i sogni. Ma sarò abbastanza onesto: dipende dai criteri che portano ad assegnarlo. Se parliamo di talento, sono consapevole di non essere il migliore al mondo. Se invece si sceglie in base ai titoli, nessuno ha vinto più di me in questa stagione. Messi, Ronaldo Neymar hanno caratteristiche diverse dalle mie, ma ripeto, dipende dai criteri».