Doping, Di Cecco assolto dal tribunale di Pescara

25 Settembre 2015

Il podista frentano ha vinto la battaglia penale. L’avvocato: chiederemo anche la riabilitazione sportiva

LANCIANO. Assolto perché il fatto non sussiste. Con questa formula, il 41enne atleta frentano Alberico Di Cecco ha visto finalmente riconosciuta la sua innocenza, in sede penale, rispetto all'accusa di doping formulata nel 2008 dal Coni e pagata, in sede sportiva, con una squalifica di due anni.

Il verdetto assolutorio è stato pronunciato ieri pomeriggio dal giudice monocratico del tribunale penale di Pescara, Francesco Marino, alla presenza del diretto interessato e del suo difensore, l’avvocato Tommaso Marchese.

«È proprio il caso di dire che giustizia è stata fatta», è il commento dopo la sentenza del legale pescarese, «almeno sotto il profilo puramente penale».

Per quel che riguarda l'aspetto sportivo, Di Cecco ha dovuto scontare, con il già citato stop di 24 mesi, una pena per colpe di fatto non commesse, stando almeno al recente pronunciamento.

«Ne parlerò a breve con il mio assistito», preannuncia lo stesso avvocato Marchese, «non essendo da escludere un'eventuale richiesta, da parte nostra, di revisione del giudicato sportivo, allo scopo di riabilitarlo anche da quel punto di vista».

Determinante, in sede dibattimentale, si è rivelato un illustre precedente: «Nel 2001», spiega il legale di Pescara, «ebbi modo di difendere da un'accusa di doping (per l'utilizzo di nandrolone, ndc) Pep Guardiola, all'epoca calciatore in forza al Brescia, puntando sull'inattendibilità dei test effettuati dal laboratorio antidoping dell'Acquacetosa a Roma (l'unico accreditato in Italia dalla World Anti-Doping Agency). L'attuale tecnico del Bayern Monaco fu infatti assolto in sede penale e la storia si è ripetuta di nuovo».

Quello di ieri a Pescara era il giudizio di primo grado di una vicenda iniziata sul finire del 2008. Quando, per la positività all'Epo riscontrata in un controllo post-gara risalente al 12 ottobre, ma reso noto solo il 25 novembre dello stesso anno, Di Cecco fu sospeso dalle attività sportive per due anni.

«Nonostante», l'ultima precisazione dell'avvocato Marchese, «i due precedenti controlli, uno fatto di sua iniziativa, il 5 settembre, e un altro effettuato, a sorpresa, il 25 settembre dallo stesso Coni, fossero entrambi risultati negativi».

Stefano De Cristofaro

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