Doping, il Pescara perde Canal

Sospeso il laterale: lascia la Nazionale in campo stasera e rischia di non giocare la Uefa Futsal Cup
PESCARA. Doccia fredda per il Pescara calcio a 5, alla vigilia della fase decisiva dall'avventura europea: il club campione d'Italia ha infatti appreso ieri la notizia della sospensione in via cautelare del suo giocatore Mauro Canal, risultato positivo ai controlli antidoping al termine della gara di campionato disputata lo scorso 25 marzo, al Palarigopiano, contro la Luparense.
Il laterale brasiliano, naturalizzato italiano, si trovava ieri in ritiro con la nazionale azzurra, tra i convocati per l'incontro in programma questa sera a Prato, tra Italia e Ungheria, valido per gli spareggi di qualificazione al Mondiale, quando, raggiunto dalla notizia, ha dovuto lasciare i suoi compagni e fare ritorno a Pescara.
Giocatore umile e corretto, mai stato al centro dell'attenzione per atteggiamenti poco edificanti o per alcun genere di condotta sopra le righe, grande lavoratore e uomo di fiducia di Mister Colini, che lo aveva portato a Pescara dalla Luparense nel 2014, Canal ha un palmares personale di tutto rispetto (5 campionati italiani, 3 Coppe Italia, 6 Supercoppe) e adesso rischia di veder compromessa la sua stagione proprio nel momento in cui la squadra ha più bisogno di lui. La prossima settimana, infatti, il club biancazzurro partirà per la Spagna, dove è in programma la prestigiosa final four di Uefa Futsal Cup, che decreterà il club campione d'Europa. Ma a questo punto appare quantomeno improbabile che il n. 10 biancazzurro possa chiarire la sua posizione in così breve tempo e tornare a disposizione di mister Colini.
In attesa della controanalisi, la società, impegnata ad intraprendere tutte le azioni legali necessarie alla tutela del suo tesserato, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma c’è la volontà di difendere la buona fede del giocatore ed evitare polemiche e dichiarazioni che potrebbero lederne l'immagine. Considerando la sostanza cui è stata accertata la positività nel referto dell'atleta, nello specifico il Clostebol, l'ipotesi più probabile è che si sia verificata una leggerezza nel non comunicare l'utilizzo di uno spray cicatrizzante al cortisone, indicato per favorire la guarigione di ferite dovute agli sfregamenti sul terreno di gioco. Il Clostebol, infatti, è un cortisonico ad attività anabolizzante, chimicamente del tutto simile al testosterone e varia solo per la presenza di un atomo di cloro che ne impedisce la conversione in diidrotestosterone e in estrogeno. Solitamente è usato sotto forma di crema per uso topico per la rigenerazione del tessuto cutaneo. Fungendo, infatti, da anabolizzante, favorisce la stimolazione della produzione di molecole complesse quali lipidi e proteine e viene dunque utilizzato per la cura di abrasioni, ulcere cutanee e ragadi, favorendone la cicatrizzazione. Se andiamo a guardare a casi analoghi, non troppi anni fa, e precisamente nel 2012, in Veneto, si era verificato l'episodio di un tesserato allora minorenne della Luparense, che, feritosi a seguito di un incidente stradale in motorino, aveva utilizzato una pomata al cortisone per curarsi, risultando poi positivo alla presenza di Clostebol Metabolita e rimediando allo stesso modo una sospensione in via cautelare, non avendo avuto l'accortezza di informare i medici prima del match in merito all'assunzione della sostanza in questione. Al momento si tratta di una mera supposizione, ma nel caso si sia verificata la stessa dinamica, si tratterebbe di una disattenzione che rischierebbe di costare caro al giocatore, condizionando pesantemente il Pescara e la Nazionale.
Francesca Lupone
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